Hermès FW 2026: la grammatica della precisione di Nadège Vanhée‑Cybulski

La collezione disegnata da Nadège Vanhée‑Cybulski per Hermès potrebbe essere descritta al meglio come pulita e precisa. Definizione da non confondere, tuttavia, con l’aggettivo spesso abusato altrove di “minimale” o “essenziale”. In questa collezione non c’è infatti alcuna spigliatezza progettuale: le linee sono pulite perché estremamente ricercate. Non si tratta di frugalità voluta, bensì di un’opulenza portata al suo estremo più raffinato: precisione ed esattezza.

Perfettamente in linea con il DNA classico della maison, in passerella non ci sono fronzoli né decorazioni superflue; le linee sono semplici nella loro ricchezza. È un lusso controllato e ben calibrato, la quintessenza del luxury secondo Hermès. La palette cromatica segue questo stesso principio di equilibrio. Bordeaux, blu notte, ocra, grigio, cammello e verdone si combinano in accostamenti particolarmente riusciti. Qua e là emerge qualche nota più audace, come un azzurro brillante, anch’esso però dosato con estrema misura.

Come sempre, la pelle è grande protagonista: declinata in gonne, blazer, camicie attillate e giacche dal taglio classico, oltre che, immancabilmente, in scarpe e stivali. Questi ultimi dominano la scena, allungati fino sopra il ginocchio e proposti in tonalità che vanno dal vinaccia all’ocra, rigorosamente con tacco basso. Anche le cinture in pelle sono abilmente abbinate in uno styling che utilizza ora il contrasto, come il rosso brillante a spezzare, o il ton-sur-ton, con cinture che si amalgamano con i colori della mise ma segnano sottilmente il punto vita. La femminilità della donna Hermès è fatta, infatti, di tocchi leggeri e accortezze minime, priva di quegli elementi che tradizionalmente definiscono l’immaginario femminile più evidente, come tacchi vertiginosi, linee sinuose o accessori scintillanti.

Tra i capi spiccano anche cappotti con colli di pelliccia e interessanti pullover con la stampa a contrasto di cravatta: un trompe-l’œil che suggerisce una sovrapposizione materica che in realtà non esiste. Qualche accento più sperimentale compare nelle stampe di alcuni abiti, che evocano motivi quasi psichedelici, pur mantenendo un rigore grafico e strutturale coerente con l’intera collezione.

I riferimenti al mondo equestre, parte fondativa dell’identità di Hermès, sono qui chiaramente presenti. Tuttavia appaiono più moderni e sottili: rielaborati attraverso una palette contemporanea e attraverso tagli attuali, che rinnovano il legame con la tradizione ma riescono a fondere passato e presente. Il risultato è una collezione che plausibilmente potrà rispecchiare codici di riferimento di una clientela affezionata, muovendosi però verso un futuro chiaro e ben definito, privo di ancoraggio nostalgico.


[📷 Getty Images]

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