Harry Nuriev: l’artista eclettico che sta conquistando arte, moda e design

Harry Nuriev potrebbe essere descritto come l’enfant prodige del mondo artistico contemporaneo. La sua forza risiede nell’incredibile versatilità della sua pratica, che spazia da installazioni puramente artistiche a progetti di architettura e design funzionale. Una caratteristica che lo rende difficile da classificare, ma proprio per questo altamente plasmabile e capace di adattarsi a diverse tipologie di progetto.

Nato nel 1984, di origine russa, Nuriev vive e lavora tra New York e Parigi. È fondatore e direttore creativo di Crosby Studios, studio di architettura e interior design fondato nel 2014, la cui attività abbraccia un ampio spettro di ambiti: ambienti immersivi, installazioni virtuali, spazi pubblici e design di oggetti. Tutti i suoi lavori sono concepiti attraverso la lente del “Transformism”, un movimento da lui stesso ideato per descrivere pratiche che pongono al centro la trasformazione e le esperienze trasformative che lo circondano, come strumento per raccontare il suo mondo e il suo stile. Il suo manifesto sul suo sito cita riguardo: «Il trasformismo è un modo di vedere, sentire e agire […] Il trasformismo è l’atto di trasformare qualcosa in qualcos’altro, non cancellandone l’origine, ma amplificandone l’essenza. È dare una seconda vita a oggetti che hanno perso il loro posto. È creare significato da ciò che altri trascurano. È interrogarsi su cosa significhi oggi la bellezza, e scoprirla in ciò che è stato ignorato, rifiutato o dimenticato. In un mondo che non ha più bisogno di altre cose, il trasformismo offre un gesto di cura, uno strumento di riflessione e un atto creativo onesto. Radicale ma divertente.»

Nel mondo dell’arte, inteso nel senso più tradizionale del termine, Nuriev ha ottenuto una consacrazione definitiva lo scorso ottobre, quando è stato invitato a partecipare ad Art Basel Paris all’interno del Public Program della fiera, dal 21 al 26 ottobre 2025. Per l’occasione, l’artista ha creato un’installazione presso la Chapelle des Petits-Augustins dell’École des Beaux-Arts de Paris, intitolata Objets Trouvés. L’opera consisteva in un’installazione interattiva composta da scatole da supermercato ordinatamente disposte, riempite con oggetti eterogenei. I visitatori erano invitati a portare oggetti di cui non avevano più bisogno e a scambiarli con altri presenti nei contenitori. Trasformando oggetti dismessi in artefatti curati, Nuriev mette in discussione le idee convenzionali di valore, invitando a riflettere su ciò che conserviamo, ciò che scartiamo e ciò che scegliamo di condividere, in un flusso in costante re-invenzione.

Anche il mondo della moda è profondamente attratto dal lavoro di Nuriev. Miu Miu lo ha scelto appunto per il Public Program di Art Basel Paris, ma anche Balenciaga fa capolino tra i suoi progetti, cedendo tessuti o offcuts delle proprie creazioni al designer per la realizzazione del suo Balenciaga Sofa, o Jimmy Choo, per cui il designer ha creato una gigantesca installazione presso il loro showroom di Miami.

Infine arriviamo al mondo del design puro. Maison&Objet, una delle più importanti fiere internazionali di design contemporaneo che si svolge due volte l’anno a Parigi, ha infatti annunciato la nomina di Harry Nuriev come Designer dell’Anno per l’edizione 2026. Come si legge sul sito ufficiale della fiera: «Al cuore di Maison&Objet batte un’ambizione chiara: promuovere le visioni più audaci e i creativi che ridefiniscono l’arte dell’abitare per il presente e per il futuro. Per l’edizione di gennaio 2026, il titolo di Designer dell’Anno viene assegnato a Harry Nuriev, artista della trasformazione, visionario capace di piegare le regole del design con precisione poetica. Fedele al suo stile, presenterà uno spazio interamente a sua immagine: immersivo, concettuale e profondamente umano».

Ed è proprio questa ultima installazione di Nuriev che sta spopolando online in questi giorni. Per Maison&Objet l’artista-designer- architetto ha creato un’installazione titolata Transformism: un ambiente immersivo composto da pezzi d’arredamento completamente argentati, come se fossero bloccati nel tempo. Sedute vintage, gadget, candelabri, scaffali e oggetti di tutti i giorni sono immobilizzati in un ambiente etereo, a cavallo tra passato e futuro, invitando i visitatori a mettere in discussione la propria percezione per sradicarsi da preconcetti come ‘nuovo’ o ‘vecchio’. In un’epoca di sovrapproduzione e obsolescenza accelerata, Nuriev propone una visione alternativa, fatta di recupero, cura e consapevolezza, dimostrando che il futuro del design – o di qualsiasi forma di espressione creativa – non passa necessariamente dalla creazione del nuovo, ma dalla capacità di rileggere ciò che già esiste e si trasforma.


[📷Instagram: harrynuriev]

Condividi l'articolo sui social: