Che l’era delle clean girl nel mondo del beauty sia finita si dice ormai da tempo. Ma il vero funerale di un trend non lo decretano i commentatori social, quanto ciò che accade nella vita reale: quello che vediamo sulle celebrità, sui feed e sulle passerelle. E forse la fine delle clean girl non è più soltanto un mito, un racconto o quasi un sogno, vista la scarsa creatività e l’eccessiva lucidità di questo trend che fonde benessere e bellezza.
Il mondo del beauty, infatti, è sempre stato un meraviglioso universo di fantasia, dove bellezza e creatività si intrecciano, spesso riflettendo anche la personalità di chi li interpreta. Il ritorno delle hair feathers ne è la conferma: poco tempo fa è stata Tate McRae, cantante sulla cresta dell’onda non solo per i suoi successi musicali accompagnati da performance memorabili, ma anche per la sua innata coolness, a confermare quanto le piume nei capelli siano tornate protagoniste.
È stata proprio lei a pubblicare su Instagram una foto che la ritrae con le hair feathers tra i capelli, in occasione del red carpet dei VMA. Ma non è stata l’unica, perché anche Kim Kardashian ha partecipato alla premiere di All’s Fair in Brasile con una singola piuma appuntata nel suo chignon.
Un trend semplice, che ci riporta dritti agli anni Duemila, quando il beauty era sinonimo di giocosità e unicità, e personaggi come Aria Montgomery nella serie televisiva Pretty Little Liars, interpretata da Lucy Hale, erano veri e propri riferimenti di stile indie-sleeze, un mix di eleganza alternativa e creatività spontanea. Le piume nei capelli, allora come oggi, restano una genuina espressione di sé, della voglia di farsi notare con leggerezza e allegria.
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