Gyaru, otaku e identità: il beauty come forma di espressione nelle sottoculture giapponesi

Quando si parla di moda e beauty giapponesi, spesso si pensa immediatamente al minimalismo o a tendenze derivanti più dalla Corea, come la Glass skin o texture elaborate ma dal risultato semplice per pelli levigate. Ma esiste un universo parallelo fatto di estetiche estreme, codici visivi elaborati e comunità che utilizzano l’aspetto esteriore come strumento di espressione personale. È il mondo delle sottoculture giapponesi. Tra le più influenti ci sono le gyaru, nate negli anni Novanta come movimento di ribellione ai canoni tradizionali di femminilità giapponese. Trucco marcato, ciglia voluminose, capelli decolorati e styling appariscenti sono diventati nel tempo simboli di un’estetica che mette al centro individualità, sicurezza e autoaffermazione. Accanto a loro si muove la galassia otaku, termine che oggi identifica appassionati di anime, manga, videogiochi e cultura pop giapponese. Un universo che ha sviluppato linguaggi estetici propri, influenzando moda, make-up, nail art e design degli spazi personali. Al di là degli stereotipi, queste comunità raccontano un modo diverso di vivere la bellezza: come costruzione di un’identità complessa e dinamica, volutamente contro la perfezione dell’unanimità. Attraverso make-up, capelli, unghie e oggetti che le circondano, molte giovani giapponesi trasformano il proprio aspetto in un’estensione del loro mondo interiore.

In un servizio di Dazed, la fotografa Alexandra Waespi ha catturato alcune ragazze della community, che hanno rilasciato anche brevi interviste sulla loro personale visione dello stile.

Chipi, bellissima ragazza dai capelli castani, definisce il proprio stile Candy Doll: un aspetto dolce e irresistibile, come una caramella colorata. Per lei la bellezza è profondamente legata allo spazio che abita. La sua stanza è piena di oggetti, colori e dettagli che ama e che considera una sorta di rifugio personale: è il luogo dove ritrova sé stessa dopo il lavoro e dove può immaginare nuove versioni di sé. Anche il make-up ha una funzione quasi protettiva: le ciglia extra voluminose sono il tratto che ama di più, più sono folte, più le danno la sensazione di essere protetta. Tra i suoi colori preferiti ci sono i rosa freddi, i beige rosati e le tonalità pastello ispirate all’estetica yumekawa, il filone giapponese che mescola elementi sognanti, fiabeschi e fantasy. «Quando indosso questi colori è come se stessi mettendo un’armatura», racconta. E anche in futuro, dice, continuerà a inseguire quell’immaginario dolce e onirico.

A differenza di molte ragazze legate alle estetiche più elaborate, Noah preferisce invece un approccio più naturale al make-up. Il suo segno distintivo sono i capelli blu, una scelta che sente perfettamente in sintonia con la propria personalità. La sua estetica mescola elementi delicati e malinconici, sensuali e oscuri. Per Noah, infatti, la bellezza non coincide necessariamente con ciò che è convenzionalmente bello. «La bellezza è qualcosa che lascia un’emozione, un ricordo, un’atmosfera», spiega. Anche il suo ambiente domestico gioca un ruolo importante nel processo creativo: colori, luci e oggetti presenti nella stanza diventano una fonte di ispirazione continua per il suo lavoro nella nail art.

Per Minori tutto ruota intorno alla decorazione. È la sua passione principale e il filtro attraverso cui osserva la realtà. Lo stesso approccio si riflette nella cura della propria immagine. La sua estetica nasce dall’idea di costruire un universo coerente fatto esclusivamente di elementi che ama. Per questo motivo sente il bisogno di personalizzare ogni dettaglio dell’ambiente che la circonda. Sul fronte beauty predilige una pelle luminosa e dettagli inaspettati, come adesivi colorati applicati al viso. Grande appassionata di anime, utilizza spesso lenti a contatto blu, ispirandosi ai personaggi che hanno popolato il suo immaginario fin dall’infanzia. Anche le unghie sono una forma di espressione personale: le realizza da sola seguendo le estetiche che più la affascinano in un determinato momento. Tra queste, una delle sue preferite è l’universo Hime Gyaru, caratterizzato da rosa, perle e riferimenti al mondo delle principesse.

Infine c’è Suzukei, per la quale il make-up gyaru non è un semplice stile estetico, ma un vero strumento per amplificare la propria personalità. Le ciglia drammatiche, l’eyeliner marcato e gli occhi enfatizzati rappresentano alcuni degli elementi più iconici della cultura gyaru. Anche i capelli svolgono un ruolo fondamentale, contribuendo a definire il carattere complessivo del look. Appassionata della moda giapponese dell’era Heisei, Suzukei vede nella cultura gyaru una delle forme più autentiche di autoespressione. Attraverso moda e beauty costruisce una versione di sé più forte, sicura e visibile.

Una filosofia che riassume perfettamente il senso profondo di molte sottoculture giapponesi: utilizzare l’estetica non per uniformarsi alla massa, ma per distinguersi, in un universo che mira alla standardizzazione direi che è un ottimo sintomo di libertà.


[📷 Instagram: suzukei_55]

Condividi l'articolo sui social: