Gucci: Kering guarda di nuovo all’automotive per ridisegnare il futuro della maison

Come riportato da WWD nella giornata di ieri, Gucci ha nominato Giovanni Perosino senior vice president marketing, con incarico a partire dal 15 dicembre. Perosino arriva da Maserati, dove ricopriva il ruolo di global chief marketing officer, e porta con sé oltre 25 anni di esperienza nella strategia di brand, nel marketing e nella comunicazione. In Gucci si confronterà con il neonominato chief client, marketing and commercial officer Dario Gargiulo e guiderà i team globali di marketing e comunicazione. Questa nomina si inserisce in una più ampia strategia del gruppo Kering, che negli ultimi mesi ha attinto con decisione al mondo dell’automotive per rafforzare la leadership di Gucci. Solo pochi giorni fa avevamo parlato dell’arrivo di Gianluca De Ficchy come chief financial officer della maison, sotto la direzione di Francesca Bellettini, presidente e amministratrice delegata. De Ficchy succede ad Alberto Valente, in azienda da 17 anni, e proviene anch’egli dal settore automobilistico, con un percorso che include Mobilize (Gruppo Renault), RCI Banque SA, FCA e Nissan. Come sappiamo, una traiettoria simile riguarda Luca de Meo, CEO della capogruppo Kering dal 15 settembre, forte di 30 anni di esperienza in aziende come Fiat, Alfa Romeo, Toyota, Volkswagen, Seat e Renault.

Il mondo automobilistico come bacino di conoscenza

Ma perché Gucci e Kering stanno puntando così tanto su profili provenienti dall’automotive? Le motivazioni possono essere diverse. Innanzitutto, i leader dell’automotive sono abituati a gestire organizzazioni globali complesse, a innovare continuamente e a operare in contesti altamente competitivi: competenze cruciali per una maison impegnata in un importante rilancio. Inoltre, il settore auto è oggi uno dei più avanzati a livello tecnologico: AI, data analytics, esperienze immersive e digitalizzazione spinta sono pilastri che possono accelerare anche l’innovazione della maison nel marketing e nell’e-commerce. A questo si aggiunge la capacità dei marchi automobilistici premium di bilanciare heritage e modernità, un nodo centrale anche per un brand del lusso che vuole restare rilevante e aspirazionale. E non è da escludere che Kering stia cercando deliberatamente di inserire figure “esterne” al mondo del lusso prettamente vestiario per rompere eventuali inerzie interne, introdurre nuove metodologie e rinnovare la cultura aziendale.

Strategia per risultati tangibili

È anche possibile, ma qui entriamo nel campo delle ipotesi, che queste scelte derivino dalla volontà di adottare modelli gestionali più industriali e orientati alla performance, tipici dell’automotive, in un momento in cui Gucci ha l’esigenza di accelerare l’esecuzione strategica, rafforzare il controllo operativo e dare maggiore disciplina ai processi decisionali. Non ci sono conferme ufficiali, ma l’allineamento dei profili selezionati potrebbe suggerire questa direzione. Le nuove nomine arrivano mentre Valérie Leberichel lascia la maison, dove era entrata alla fine dello scorso dicembre come senior vice president of global communications. Nel frattempo, il chief commercial officer Cayetano Fabry è subentrato a Lomanto nella guida della regione EMEA. Il brand è nel pieno di una fase di rilancio sotto la guida di Francesca Bellettini e del direttore artistico Demna: un momento cruciale che richiede visione, velocità e capacità di trasformazione. L’arrivo di figure provenienti dall’industria automobilistica sembra essere una delle leve su cui Kering punta per imprimere nuova accelerazione alla maison.

[📷 gucci.com]

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