Se per anni la bellezza è stata trattata come un tema leggero e superficiale, oggi è diventata impossibile da ignorare. È ovunque: nei social, nelle pubblicità, nei volti delle celebrities, ma anche nelle conversazioni quotidiane, ed è qualcosa che riguarda tutti. Eppure resta profondamente contraddittoria. Da un lato è incoraggiata, dall’altro giudicata; da un lato è promessa di successo, dall’altro è ancora percepita come segno di insicurezza. È proprio in questa tensione che si inserisce una nuova ondata narrativa che sta emergendo tra libri, cinema e serie tv, dove la bellezza smette di essere rassicurante e inizia a diventare disturbante.
Film come The Substance o serie come The Beauty hanno già mostrato come il desiderio di perfezione possa trasformarsi in qualcosa di estremo e al limite del grottesco, e anche nella letteratura che questa riflessione sta prendendo una forma più profonda, tanto da essere definita con un nome preciso, “Goop horror”. Un’etichetta che richiama il mondo patinato del wellness e lo ribalta, esplorandone il lato più oscuro, tra trattamenti estetici, biohacking e promesse di eterna giovinezza a prezzi cari e soprattutto inquietanti. Romanzi come New Skin raccontano di procedure clandestine che sfuggono al controllo, mentre The Take immagina un sistema in cui la giovinezza diventa una risorsa da vendere, e Aesthetica mette in scena una chirurgia capace di cancellare il passato estetico, ma non senza effetti collaterali.
Negli ultimi anni i trattamenti estetici sono diventati sempre più accessibili e normalizzati, raccontati con un linguaggio leggero che li avvicina alla routine quotidiana, mentre restano a tutti gli effetti procedure mediche. In parallelo c’è il dibattito pubblico sempre più interessato ma anche contraddittorio: c’è infatti una curiosità quasi ossessiva verso i volti delle celebrities e i loro eventuali ritocchi, ma anche una forte reticenza nel parlarne apertamente, come se fosse ancora qualcosa da nascondere. Questa dinamica contribuisce a creare standard sempre più irrealistici, alimentando un cortocircuito in cui migliorarsi è accettato, ma ammetterlo no. È proprio qui che il Goop horror diventa interessante, perché sposta il focus dalla superficie alle strutture profonde: questi racconti parlano di potere, di accesso, di chi può permettersi certi trattamenti e chi invece finisce per subirli. Gli standard estetici continuano infatti a riflettere modelli precisi e molte di queste storie mettono in luce come il desiderio di cambiare aspetto sia legato anche a dinamiche di accettazione sociale. Ma il tema più potente resta, sempre, la paura di invecchiare in una società che associa la giovinezza al valore, alla visibilità e perfino all’utilità.
Oggi esistono soluzioni per quasi tutto, e proprio questa illusione di controllo rende l’ansia ancora più forte e la bellezza, in questo senso, si trasforma in un investimento. Rendere visibile tutto questo attraverso l’horror o la satira può sembrare eccessivo, ma è forse il modo più efficace per rendere visibile tutto ciò.
[📸 IPA]