Per anni la glass skin, ovvero la pelle lucida, quasi riflettente, è stata il punto di riferimento della beauty culture. Nata in Corea e consacrata dai social, ha dettato le regole di make-up e skincare, portandoci a desiderare quella luminosità estrema che prometteva freschezza, salute e giovinezza. Oggi, però, qualcosa sta cambiando e il “nuovo” mantra sembra essere uno solo: matte is back.
Il ritorno del finish opaco non è un semplice revival anni Duemila, ma il riflesso di un cambio di prospettiva più profondo. Dopo stagioni dominate da glow, highlighter e texture effetto “seconda pelle”, cresce la voglia di pulizia visiva, controllo e durata. Il make-up torna a essere più strutturato, ma senza perdere la modernità. Lo dimostrano le formule di oggi, che infatti non hanno nulla a che vedere con i vecchi fondotinta pesanti o i rossetti che seccavano le labbra: sono matte soft-touch, opachi ma setosi, che assorbono la luce senza togliere vitalità al viso.
Il risultato è una pelle uniforme e con quel finish blurring che piace tanto anche a chi non vuole rinunciare a un look naturale e soprattutto attuale. Anche i rossetti tornano a spegnere la luce, con texture cremose ma ultra pigmentate, dal classico nude beige al rosso polveroso, fino ai malva spenti che stanno via via prendendo il posto dei tanto amati gloss per un risultato labbra piene e definite. Un ruolo importante va riconosciuto anche alla cipria, grande alleata nel contrastare il lucido e anche questa oggi sempre più arricchita da formule che idratano seppur opacizzanti, ma soprattutto che non appesantiscono rimanendo naturali sulla pelle.
Un trend che si fa sentire anche nella skincare grazie alla riscoperta di formule oil control come sieri con niacinamide e creme effetto soft matte che rispondono al desiderio di una pelle dall’aspetto bilanciato e meno lucido, e soprattutto non più sinonimo di pesantezza, ma di equilibrio.
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