Alla guida creativa di Givenchy c’è oggi Sarah Burton, nominata nel settembre 2024 direttrice creativa delle collezioni donna e uomo della storica maison del gruppo LVMH. Dopo oltre un decennio alla direzione di Alexander McQueen, la designer continua qui il suo percorso con una visione che unisce precisione sartoriale e un’idea di eleganza fortemente teatrale.
La collezione donna Autunno/Inverno 2026 si muove chiaramente nella direzione del glamour. La donna Givenchy che emerge in passerella sembra pensata per contesti mondani: cene eleganti, serate fuori, occasioni in cui l’abito diventa dichiarazione di presenza. Sfilano completi giacca e pantalone accompagnati dalla classica camicia bianca a contrasto, insieme ad abiti aderenti declinati in una palette intensa: dal blu elettrico al giallo brillante, fino a lunghi abiti in pizzo impreziositi da ricami a mano e da riflessi di glitter e paillettes.
Il leopard print ritorna con insistenza, comparendo su cappotti, top e abiti sinuosi, e aggiunge una nota più audace alla collezione. Anche i colli sono enfatizzati o ripensati con costruzioni che avvolgono il collo, mentre le maniche acquistano vita propria: la manica a sbuffo viene qui reinterpretata in una versione più corta, fermandosi poco sotto il gomito e assumendo quasi l’aspetto di un polsino accessorio. Compare in tonalità neutre, ma anche in pelle o nella stessa stampa animalier che percorre la collezione.
I codici estetici della maison si ritrovano con chiarezza negli accessori. Gli stivali Shark, elemento ormai inscindibile dell’immaginario Givenchy, vengono trasformati in cuissards che si allungano sulla gamba, realizzati in pelle oppure in tessuti ricamati. Gli accessori giocano un ruolo centrale nello styling: orecchini pendenti con grandi pietre colorate, maxi collane a catena che cingono il collo, gioielli importanti e molto presenti, enfatizzati da copricapi a cuffia in raso che racchiudono il viso e lo incorniciano.
L’impressione complessiva è quella di una femminilità dichiaratamente glamour e opulenta. L’eleganza si manifesta però con maggiore efficacia, a parer mio, nei look più sobri: i completi sartoriali e i cappotti dalle linee pulite risultano tra i momenti più riusciti della collezione. Negli abiti da sera, al contrario, la ricchezza decorativa e alcuni tagli più azzardati tendono talvolta all’eccesso e, fuori dalla passerella, potrebbero facilmente risultare kitsch.
Nel complesso, i two-piece e i cappotti rappresentano i punti più solidi della proposta. È lì che la collezione trova il suo equilibrio migliore: nella precisione del taglio, nella misura delle proporzioni e in un’eleganza che appare più naturale e convincente.
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