Ci sono delle canzoni che in ognuno di noi lasciano un ricordo, una sensazione o un pensiero legato a una persona. È merito delle parole, della voce dell’interprete, della melodia, che riescono a cristallizzare il tempo e dare la perfetta cognizione, anche anni dopo, di dove eravamo. Chissà quanti di voi hanno perfettamente in mente ancora quando una ragazza di 23 anni, nel febbraio 1994, cantò per la prima volta queste parole: «E poi, e poi, e poi sarà come morire».
Il tempo passa, e questo un po’ ci fa rattristare, ma quando parliamo di Giorgia Todrani, tralasciando la retorica, sembra fermarsi. Perché le emozioni e l’imbarazzante bellezza del suo timbro vocale sono una costante che per 30 anni ci accompagna e ci fa sentire vivi. E stasera ce ne ha dato una nuova dimostrazione, a Sanremo, nel ruolo di co-conduttrice, con un primo look spezzato firmato Dior, Giorgia ci ha ricordato che si può indossare un frac rubato dal guardaroba maschile con un paio di shorts e stivali altissimi e mantenere, ancora una volta, lo scettro di regina del Festival. Poi con una pioggia di frange scintillanti e ancora, successivamente, con un blazer oversize sovrapposto a un minidress iper femminile, con un profondo scollo a V per poi tornare a brillare in un abito midi scintillante.
Ma soprattutto davanti al microfono quando ha sciorinato alcuni dei brani più belli della sua storia musicale, tra cui ovviamente anche “Gocce di memoria”, “Di sole e d’azzurro”, seconda nel 2001 all’Ariston, e “Come Saprei”, con cui ha vinto nel 1995 il Festival di Sanremo. Lo stesso palco che ha avuto la fortuna di accoglierla ben 5 volte da concorrente, l’ultima l’anno scorso con la coraggiosa “Parole dette male”. Un saggio direbbe: ci sono quelli talentuosi, ci sono quelli bravi e poi c’è Giorgia. Ed effettivamente, stasera, abbiamo visto un altro campionato.
[📸 Pool Sanremo / IPA; Getty Images]