È uno dei nomi più attesi del prossimo Festival di Sanremo. Stiamo parlando di Gianluca Grignani, il rocker che oggi ha rilasciato un’intervista, realizzata da Ernesto Assante, sulle pagine del quotidiano “La Repubblica”.
Un bel ritorno che molti si augurano possa coincidere con una nuova linfa per il personaggio Grignani e la persona Gianluca. Lui che di alti ne ha vissuti tantissimi, così come di bassi. Autore di alcune delle canzoni più amate della musica italiana, tornerà sul palco dell’Ariston con “Quando ti manca il fiato”. Una canzone che aveva «già pensato di proporla al Festival quale anno fa, poi avevo cambiato idea, non mi sentivo protetto da me stesso per poterla fare. Il dubbio non era se andare a Sanremo, la cosa più difficile sarà cantare questo pezzo», dice.
Lo stesso pezzo stavolta ha avuto una nuova veste, il tempo è maturato abbastanza da poter essere portata sul palco più prestigioso della musica italiana e che lo ha visto protagonista in più anni. Lui dice di vivere di musica, ora, tralasciando tutto il contorno. «Nella mia casa, quella in cui sono rimasto dopo la separazione, c’è uno studio di registrazione, con musicisti che vanno e vengono, e con me suonano. Non so nemmeno se sia buona musica, ma so che ci sono immerso. Quindi oggi, sono un Grignani allenato alla musica. Se dovessi scommettere non sulle classifiche ma su un artista che si sbatte per la musica, quello sono io».
Non si reputa una rockstar e riguardo i suoi eccessi, in passato, Grignani non pensa di essere stato chiamato al Festival nella speranza di qualche suo gesto eclatante: «A me diventare “un caso” non interessa, io la fama la rifuggo. Sono una barca a vela, è vero, ma il vento mi porta nella direzione giusta e la canzone va nella direzione giusta, sento il bisogno di farla e la farò», dice ancora. Progetti, bilanci, sogni. L’autore di “Destinazione paradiso” dice di non avere rimpianti, anzi. «No, mai avuti, magari ce li hanno alcune persone che hanno vissuto attorno a me. Io no, mi sento figlio del tempo in cui vivo, e so di essere molto fortunato».
E da figlio del tempo attuale, più che di quello passato, si trova in sintonia con i nuovi artisti venuti fuori negli ultimi anni: «[…] La generazione dei musicisti di oggi sente la mia stessa esigenza musicale, sono in sintonia con un sacco di giovani interessanti, come Blanco, Rkomi, Irama, Lazza, siamo fratelli, lavoriamo con passione», conclude.