Gian Paolo Barbieri, si è spento a Milano il celebre fotografo di moda

Un artista capace di trasformare la realtà in sogno attraverso la sua arte. Gian Paolo Barbieri, uno dei fotografi di moda più celebri a livello internazionale, è venuto a mancare all’età di 86 anni. La notizia è stata diffusa oggi, mercoledì 18 dicembre 2024, dall’Ansa, che ha confermato che l’artista si è spento ieri a Milano, ⁠la città in cui era nato. 

Nato in via Mazzini, nel cuore di Milano, Gian Paolo Barbieri proveniva da una famiglia di grossisti di tessuti. Fu proprio nel magazzino del padre che maturò i primi rudimenti di una sensibilità estetica e compositiva che avrebbe poi applicato alla fotografia di moda. Il suo percorso cominciò nel mondo del teatro, come attore, operatore e costumista. Con il gruppo teatrale “Il Trio”, fondato con due amici, ⁠si dedicò alla reinterpretazione di celebri film come “La via del tabacco”, “La vita di Toulouse Lautrec” e “Viale del tramonto”, e successivamente ottenne una piccola parte non parlata in “Medea” di Luchino Visconti. 

Affascinato dal cinema noir americano, Barbieri cercava di comprendere come l’illuminazione potesse rendere le attrici così irresistibili. Iniziò così, da autodidatta, a sperimentare con la luce, utilizzando lampadine infilate nei tubi della stufa della cantina, in assenza di una formazione accademica. Fu proprio il cinema a dargli il senso del movimento e a ispirarlo a portare la moda italiana, fino ad allora confinata su sfondi bianchi e statici, all’esterno, donandole una nuova anima. Trasferitosi a Roma, Barbieri iniziò a scattare fotografie in stile “Dolce Vita”, prima di trasferirsi a Parigi, dove divenne assistente di Tom Kublin, fotografo di Harper’s Bazaar. Sebbene l’esperienza durò poco a causa della prematura morte di Kublin, segnò profondamente la carriera del giovane artista.

Nel 1964 Barbieri tornò a Milano e aprì il suo primo studio fotografico: qui iniziò a lavorare per la moda, realizzando campionari e pubblicando i primi servizi su Novità, rivista che nel 1966 sarebbe diventata Vogue Italia. Iniziò così una lunga collaborazione con Condé Nast, che lo portò a pubblicare su edizioni internazionali come Vogue America, Vogue Paris e Vogue Germania. Nel corso della sua carriera, Barbieri lavorò con figure leggendarie come Diana Vreeland, Yves Saint Laurent e Richard Avedon, oltre a ritrarre icone come Audrey Hepburn, Veruschka e Jerry Hall.

Fu tra i protagonisti della nascita del prêt-à-porter italiano, collaborando con marchi come Valentino, Gianni Versace, Gianfranco Ferré, Giorgio Armani, Dolce&Gabbana e Vivienne Westwood. Le sue immagini iconiche degli anni ’80 contribuirono a definire l’estetica del Made in Italy, immortalando creazioni che avrebbero fatto la storia della moda. Negli anni ’90 Barbieri intraprese numerosi viaggi, attratto da culture lontane, gruppi etnici e paesaggi esotici. Da queste esperienze nacquero straordinari libri fotografici, in cui riuscì a intrecciare la spontaneità della fotografia etnografica con l’eleganza della fotografia di moda. Le sue immagini, pur scattate in esterni, conservavano una perfezione quasi innaturale, evocando l’atmosfera di un set fotografico.

Oggi il mondo dice addio a un maestro dell’immagine, che ci ha donato un’eredità eterna. Attraverso i profili social di Dolce&Gabbana, anche Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno reso omaggio all’artista, scrivendo: «Caro Maestro, ci mancherà la tua visione del mondo unica. Riposa in pace».

[📸 IPA]

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