Gen Z: le nuove generazioni invecchiano prima dei Millennials?

L’eterna sfida tra Gen Z e Millennials si confronta ora su un nuovo terreno: ma è vero che i Gen Z, rispetto ai loro fratelli maggiori, invecchiano più precocemente? Uno studio, se così vogliamo definirlo, ⁠che si sta diffondendo sui social media e che metterebbe a confronto i processi di invecchiamento di entrambe le generazioni. Da millennial, posso affermare senza troppi dubbi che la nostra generazione è cresciuta con una spinta costante al miglioramento estetico e alla performance. Certo, quando io ero un’adolescente inesperta, non esistevano i social e i punti di riferimento a cui ispirarsi erano molti, molti meno. Sono cresciuta, e come me le mie coetanee, sperimentando sulla mia pelle gioie e dolori della creatività giovanile: tagli di capelli improbabili, make-up poco valorizzanti con strati di matite e kajal, tutto il meglio, e il peggio, dello stile anni 2000. Non avevamo influencer da migliaia di followers a consigliarci qualche prodotto per capelli fosse migliore di un altro, ma le uniche fonti venivano da rubriche di riviste di moda da leggere sotto l’ombrellone e guardando le nostre idole in tv e al cinema. In effetti, il rapporto con le celebrity era molto più diretto: se le generazioni di oggi ignorano spesso e volentieri i personaggi famosi internazionali, eleggendo a muse le loro coetanee local famose sui social, per noi era di fondamentale importanza osservare cosa facessero Misha Barton, Paris Hilton o Alexa Chung – a seconda dello stile personale ovviamente-. Mi sembra ovvio che, quando ti ispiri a una celeb milionaria, i risultati che tu puoi replicare sono decisamente irrealistici rispetto a quelli ispirati a una qualunque ragazza famosa su TikTok che sponsorizza prodotti alla portata di tutti.

Eppure, paradossalmente, questa genuinità ha forse contribuito a una identificazione maggiore con quella che era la nostra età, senza bruciare le tappe. Eravamo meno glamour e a volte pericolosamente a rischio di sembrare ridicole, ma questo ci ha rese forse più fresche e spontanee. Inoltre, di contro, siamo cresciuti anche in un’epoca di bombardamenti estetici: una bellezza che doveva essere il più naturale possibile. Siamo stati la generazione che ha assistito sulla propria pelle la nascita di Instagram, un social che, a differenza di TikTok, ha sempre promosso l’estetica come punto di forza. La Gen Z ha raccolto i frutti di questa esposizione mediatica, prendendo in eredità l’altro risvolto della medaglia: mille riferimenti a cui ispirarsi per essere sempre più belli e in forma, medicina estetica sperimentata sin dalla più giovane età, e un approccio più impulsivo e meno salutare alla gratificazione personale.

Secondo uno studio, pare che la Gen Z sia quella che invecchi più rapidamente a causa di uno stress maggiore, di alimentazione più legata a cibi confezionati e fast food, uno stile di vita sedentario e pochi obiettivi nella vita. Se noi siamo stati cresciuti con l’idea di mangiare sano e fare sport, la Gen Z ha scelto di abbattere questi paradigmi. Se da una parte questo avrebbe potuto giovare alle nuove generazioni a scoprire una maggiore inclusione e diversificazione, in realtà i risultati non sono sempre sfociati in goal ottimisti. Inoltre, i ragazzi della Gen Z vivrebbero troppo online, il che li renderebbe stressati e depressi. In più ,il motivo storico con problemi economici, la minaccia continua di una guerra, li stresserebbe moltissimo e pertanto fanno fatica a immaginare un futuro, sentendo un’enorme pressione perché non riescono a raggiungere il successo. Lo stress infatti farebbe invecchiare prima perché può causare infiammazioni e danneggiare le cellule del DNA e causano la rottura di sostanze come il collagene o dei tessuti cerebrali e della mucosa intestinale. A questo, andrebbe aggiunto l’uso smodato di sigarette elettroniche e dei social media, costringendo la pelle per ore agli effetti della cosiddetta luce blu degli schermi del computer e smartphone.

Ogni generazione ha avuto le sue zone d’ombra e di luce, i suoi eccessi e le sue gratificazioni. I Millennials non sono meglio dei Gen Z perché crescere con la convinzione di dover essere perfetti e performanti in ogni settore non è il modo migliore per affrontare la vita. Inoltre, pensare che il passaggio da una generazione all’altra sia qualcosa di schematico non ha assolutamente senso: è tutto una conseguenza di ciò che è stato prima. La Gen Z è in qualche modo una reazione generazionale ai Millennials, con le loro problematiche, i loro miti, i loro sogni. I giovani di oggi sembrano più vecchi dei trentenni? Come in tutte le cose, generalizzare non è mai un bene. Forse dovremmo smetterla di paragonarci e pensare tutti a un miglioramento collettivo, innanzitutto.

[📷Instagram: milliebobbybrown]

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