Gen Z: il 43% preferirebbe YouTube e TikTok rispetto alla TV o alle piattaforme di streaming

In occasione dell’evento Tech Live organizzato dal Wall Street Journal e tenutosi nella Napa Valley, in California, nel corso degli ultimi tre giorni, il Technology & Media Outlook 2026 di Activate Consulting presentato dal CEO Michael Wolf, ha evidenziato come il 43% della Gen Z prediligerebbe YouTube e TikTok come media e fonte di informazioni. Come si legge anche su Variety nel riportare lo studio, la Generazione Z sceglierebbe quindi questi mezzi rispetto alla TV tradizionale e alle piattaforme di streaming a pagamento, con i “microdrammi” che avrebbero ora acquisito grandissima popolarità.

Secondo lo stesso sondaggio, infatti, una delle ultime tendenze sulle piattaforme maggiormente utilizzate dalla Gen Z si comporrebbe di “episodi sceneggiati di 1-2 minuti di una trama in corso” e il consumo di questi ultimi sarebbe aumentato rapidamente, “con 28 milioni di adulti statunitensi (il 52% di età compresa tra 18 e 34 anni) che, secondo quanto riferito, ⁠⁠guarderebbero questa nuova forma di contenuto”.

“Ulteriori risultati includono proiezioni di un aumento dei ricavi globali di Internet e dei media di 388 miliardi di dollari entro il 2029” si legge, “mentre il tempo medio giornaliero dedicato allo streaming video salirà a 4 ore e 8 minuti, mentre il tempo dedicato alla visione della TV tradizionale è destinato a ridursi a sole 1 ora e 17 minuti”. Di conseguenza, Activate Consulting stima che anche i ricavi dello streaming, derivati da pubblicità e abbonamenti, sarebbero destinati a crescer, mentre quelli della TV tradizionale a diminuire sempre di più

Sempre secondo il rapporto, “le persone attualmente vivono una ‘giornata di 32 ore e 17 minuti’ svolgendo più attività contemporaneamente online, e i consumatori trascorrono oltre 13 ore al giorno sui media utilizzando diverse piattaforme di social media come Instagram, X e TikTok. Per sfruttare questa tendenza, aziende come Amazon si stanno muovendo verso la creazione di più contenuti video, mentre servizi di streaming come Spotify si stanno muovendo verso la creazione di audiolibri”.

[📷 Instagram: dennis.bchn]

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