Furto del Louvre: non è un film ma è la vita vera, purtroppo

Musée du Louvre, cuore di Parigi. È domenica mattina, esattamente tra le 9.30 e le 9.40, uno dei momenti cruciali per il museo, perché è quello che vede la maggior affluenza di turisti. Si destano di buon mattino, probabilmente si lasciano coccolare dalle gioie delle boulangerie della città con una ricca colazione, e recuperano l’energia necessaria per visitare non solo un museo qualunque, ma un’istituzione, un simbolo della cultura e dell’arte occidentale nel mondo, un patrimonio senza precedenti. Il Louvre apre ufficialmente le sue porte alle 9 del mattino, ma già dalle 8.30 è impossibile non notare le decine di migliaia persone da ogni parte del mondo si ammassano in fila desiderose di entrare nella culla della storia e dell’arte mondiale. 

Il Louvre è stato da sempre oggetto di attenzioni e leggende ben oltre il suo valore patrimoniale. Probabilmente in molti ricorderanno l’affair legato al Codice Da Vinci e alle Piramidi di Vetro del museo, a quanto pare emblema esoterico ed elementi narrativi chiave per la ricerca del Sacro Graal. Vere o fittizie, il libro di Dan Brown ha contribuito non poco alla curiosità “sinistra” per il Louvre. Ma il simbolo più famoso della Francia dopo la Tour Eiffel è stato anche protagonista fittizio di innumerevoli action movie, dove bande di ladri da cinema si introducono nel museo per potersi accaparrare le sue opere più famose. In verità, una volta è accaduto davvero, ovvero quando l’italiano Vincenzo Pietro Peruggia decise di trafugare la Gioconda di Da Vinci con l’intento patriottico di riportarla in Italia. Il furto avvenne nel 1911 e il buon Peruggia riuscì a custodire con sé il celebre ritratto per ben due anni in casa propria: sicuramente non male svegliarsi ogni giorno con lo sguardo della Monnalisa addosso. Alla fine venne tuttavia scoperto e condannato a qualche mese di prigione, mentre la signora di Da Vinci tornò a Parigi. Tutto è bene quel che finisce bene. Anche perché, è giusto dirlo una volta per tutti, la Gioconda appartiene alla Francia e non è stata rubata dai francesi agli italiani durante il periodo napoleonico come erroneamente viene raccontato da qualche buontempone: fu lo stesso Leonardo a portare il dipinto in Francia nel 1516, per poi venderlo o addirittura donarlo all’allora sovrano Francesco I in cambio di ospitalità. Fine della storia.

Da allora in poi, i tentativi di furto al Louvre sono stati pressoché nulli, almeno fino a ieri, domenica 19 ottobre 2025. Un vero e proprio colpo del secolo si potrebbe definire, seppure non privo di défaillance. Quattro ladri, ci vien da dire professionisti, si sono introdotti nel museo durante la fascia oraria d’apertura e in meno di 7 minuti hanno fatto fuori buona parte dei gioielli reali di Napoleone. Muniti di gilet gialli che li hanno resi apparentemente molto simili agli operai dei cantieri vicini, i quattro sarebbero saliti sul montacarichi e si sarebbero infiltrati immediatamente, a colpo sicuro, nella Galleria di Apollo, al primo piano dell’ala Denon del museo. Hanno forzato la finestra utilizzando una sega circolare, poi una volta all’interno della galleria hanno infranto due teche e si sono impadroniti dei gioielli uscendo esattamente dopo 7 minuti. I gioielli? Una collezione dal valore inestimabile, un sogno fatto di diamanti, rubini e svariate pietre preziose dal valore di centinaia di carati, appartenuti a Napoleone e all’imperatrice Eugenia. Il quartetto proprio di quest’ultima si sarebbe perso la tiara per strada: letteralmente gli è cascata la corona e il nostro unico pensiero va al cittadino che si sarà trovato sul marciapiede non distante dal museo questo tesoro inestimabile. Al momento la corona risulta danneggiata e affidata a periti esperti. Il resto invece è stato trafugato dai malfattori, volatizzati in scooter in men che non si dica. 

Macron ha già annunciato che i gioielli verranno recuperati mentre l’estrema destra nazionale ha immediatamente preso spunto da ciò per attaccare la poca professionalità della security all’interno del museo. Che il Louvre avesse non pochi problemi è un dato di fatto e solo qualche mese fa era stato annunciato un processo di restauro del museo con ingenti somme investite nella sua riqualificazione, pari a circa 500 milioni di euro. Il fatto che tuttavia nel 2025 sia possibile introdursi in uno dei musei più famosi al mondo e rubare in pochissimi minuti dei gioielli reali è cosa alquanto assurda. Gli allarmi sarebbero scattati eppure non sono stati sufficienti a mettere in fuga i ladri, così come nemmeno il personale addetto alla sicurezza. Certo è, che un “coup de théâtre” del genere non si è mai visto nemmeno in un episodio di Lupin: il ladro gentiluomo più famoso al mondo avrebbe potuto mettere in piedi un furto del genere. Anzi, a dire il vero, trattandosi di gioielli imperiali, a ingegnare un piano del genere ci avrebbe pensato la sua partner in crime e amante Fujiko Mine, la ladra più sexy della storia dei fumetti. O magari, la coppia formata da Diabolik ed Eva Kant. E invece no, non è fantasia ma è successo davvero, in una domenica mattina come tante, sotto gli occhi di tutti, inermi e anche a dirla tutta un po’ increduli dinanzi tanta adrenalina. La vita non è un film, ma ogni tanto può assomigliarci, nel bene e nel male. 

[📷 IPA]

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