Frank Gehry, l’architetto degli edifici danzanti

La paura di osare non è mai stata un freno per Frank Gehry, l’architetto canadese che ha trasformato la sua smisurata fantasia in un punto di forza. Conosciuto soprattutto per il Guggenheim Museum di Bilbao, in realtà ha firmato numerose opere, tutte diverse ma riconoscibili e profondamente personali, unite da un’apparente illogicità. Le sue architetture raccontano, pezzo dopo pezzo, la sua identità, nascosta in quelle eterogenee unità volumetriche che solo lui riesce a far dialogare. La chiave di Gehry è la capacità di esemplificare il processo di scomposizione che conferisce un aspetto unico alle sue opere.

Trovandosi di fronte alla Walt Disney Concert Hall, per esempio, è impossibile non riconoscere la sua firma. Quel teatro, esattamente come le altre sue creazioni, è un perfetto esempio di decostruttivismo architettonico, un concetto tanto caro a Gehry, che, giocando con volumi, materiali e colori, dà vita a una danza di forme. Attraverso l’utilizzo di particolari software derivati dall’industria aeronautica e di materiali spesso inusuali, Frank Gehry ha dato forma a idee senza eguali.

Prendiamo, per esempio, l’Hotel Marqués de Riscal, in Spagna, che spicca per la sua silhouette curvilinea tra i vigneti della regione della Rioja. L’intreccio di nastri metallici che risplendono al sole gli conferisce un’aura sognante, fiabesca, curiosa e fuori dagli schemi. Tra i suoi progetti più recenti e amati ci sono la Dancing House di Praga, l’IAC Building e il Pritzker Pavilion, nel centro di Chicago: tutte strutture in cui, come per magia, sembrano coesistere stabilità ed equilibrio.

[📷 Getty Images; IPA; Instagram: museoguggenheim; marriott.com]

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