Nelle ultime ore sul quotidiano “Corriere Fiorentino” sono state riportate le testimonianze di alcuni imprenditori, in questo caso con un focus sui parrucchieri della capitale toscana, che raccontano e lamentano le difficoltà nel trovare giovani apprendisti che siano disposti a fare la famosa “gavetta”.
Non è un discorso del tutto nuovo, infatti nel corso degli ultimi anni sono stati molti i ristoratori, ma anche agricoltori e diverse figure professionali a denunciare la difficoltà nel trovare giovani lavoratori che pensassero prima ai propri doveri che ai propri diritti mentre dall’altro lato, sono stati anche molti i giovani che hanno risposto a queste critiche denunciando stipendi troppo bassi in confronto agli sforzi e alle ore di lavoro richieste.
I cartelli «cercasi personale» restano affissi sulle vetrine forse per più tempo del dovuto, e gli imprenditori intervistati dalla testata riportano: «Questi ragazzi non hanno grandi desideri, grandi ambizioni, perché hanno tutto ancora prima di desiderarlo, e quindi manca l’allenamento al sacrificio. Ma i giovani di oggi non hanno colpe, sono i loro genitori ad essere responsabili di una protezione eccessiva», afferma la titolare di un salone. E poi continua spiegando: «Una protezione eccessiva danneggia i giovani, li demotiva, e quindi non è un caso quando vedo arrivare aspiranti dipendenti che, dopo aver iniziato il lavoro a giugno, mi chiedono cosa prevede il piano ferie ad agosto, ragazzi e ragazze che chiedono con insistenza il sabato libero».
Un altro, invece, racconta: «Quando li chiami al telefono dopo aver letto il loro curriculum, sembra che li disturbi, hanno un atteggiamento poco accondiscendente. E’ successo anche che alcuni, dopo aver ricevuto l’appuntamento per il colloquio, non si siano presentati, e non abbiano neppure avvertito». Secondo un’altra titolare di un salone fiorentino, «I ragazzi vogliono sempre più diritti ancor prima che doveri, sono perplessi quando diciamo loro che il sabato si lavora, certo non è un lavoro semplice perché bisogna trascorrere otto ore al giorno in piedi, è un lavoro usurante, però è un lavoro che dà tanta soddisfazione e ci ripaga della fatica, una passione che troviamo sempre in meno giovani».