«Fiorucci rappresentava la vampata della giovinezza senza la politica, dell’anticonformismo senza lo spinello, della lotta al sistema senza lo scontro fisico, della fantasia senza necessità di mandarla al potere». Con queste parole, la penna brillante di Natalia Aspesi descrisse l’avvento e il contributo che Elio Fiorucci diede alla moda italiana.
Sognatore e rivoluzionario, Elio Fiorucci condusse l’Italia del provincialismo obsoleto degli anni ’60 al glamour irriverente degli anni ’80, introducendo una nuova, elettrizzante, voglia di vita, che si tradusse rapidamente in collezioni colorate, glossy, anti conformiste, felici e iper glamour ma senza mai prendersi troppo sul serio. Fu lui a brevettare i jeans effetto seconda pelle decorati con pizzi e lurex scintillanti, fu lui a introdurre l’uso della plastica trasparente come nuovo materiale creativo, fu lui a rendere riconoscibili in tutto il mondo la stampa di quei due angeli dai capelli boccoluti e quei dolci e paffuti visi infantili, che sono diventati in breve tempo il simbolo di un’intera generazione. Ma a Elio Fiorucci va anche il merito di essere stato, tra i primi, a concepire un nuovo concetto di moda, che fosse intrinsecamente legata all’arte, alla musica, al design e addirittura al food, antesignano di una scuola di pensiero che ad oggi sembra scontata, ma che ai tempi era assolutamente innovativa.
Fu inoltre il primo a concretizzare l’idea di “concept store”: non semplicemente una boutique dove acquistare dei vestiti, ma uno spazio, un hub creativa dove poter immergersi al 100% nel mondo a technicolor del brand, tra gadget, musica, e tutto ciò che è lifestyle. Dopo anni trascorsi nel dimenticatoio, oggi finalmente uno dei brand simbolo di Milano e dell’Italia nel mondo è tornato in passerella, che ha visto il debutto non solo della nuova direttrice creativa, Francesca Murri, ma anche dell’intero team che ha scelto di rimettere letteralmente le ali agli angeli di Fiorucci, per permettergli ancora una volta di spiccare il volo. O quanto meno, questo è ciò che ci auguriamo.
Un nuovo percorso, iniziato nel 2022 con l’acquisizione del marchio da parte dell’imprenditrice svizzera Dona Bertarelli, a cui è seguita la nomina del CEO Alessandro Pisani e, solo lo scorso luglio 2024, della direttrice creativa Francesca Murri. E oggi, 17 settembre 2024, la Milano Fashion Week prende il via proprio con uno dei suoi storici marchi, con la prima sfilata di debutto del nuovo Fiorucci, che per l’occasione ha scelto un luogo simbolo della creatività meneghina, la Triennale di Milano. Il museo ospiterà inoltre anche un’accurata retrospettiva dedicata al brand, a partire dal prossimo 6 novembre 2024 e fino al 16 marzo 2025.
La luce blu invade l’ampia sala della Triennale, e gli ospiti vengono accolti in un’atmosfera di sogno rarefatto; poi improvvisamente, il suono di una sveglia. È l’annuncio che la sfilata sta per iniziare, ma che soprattutto il brand si sta letteralmente risvegliando dopo i torpori di anni e anni. Di sottofondo, una voce alla segreteria parla di scoperte spaziali, come quella dell’acqua su Marte; si parla di pianeti, di orbite, di mondi e realtà lontane eppure mai come ora così vicine, ed è qui che il risveglio ha inizio.
Lo show si apre con il total white come colore imperante: un lungo sleepdress in cotone, presenta il ricamo fatto a mano dei due famigerati angeli, mentre i ragazzi indossano completi con camice fluttuanti decorate con fiocchi, o con sovrapposizioni lingerie applicate con apparente noncuranza. Tutto è romantico, leggiadro, un’allure che piano piano lascia spazio a look “pijama style”, che ritroviamo nei pantaloni morbidi con minuscole e deliziose stampe floreale, nei maglioni oversize color caramella, nelle camicie da notte trasparenti, indossate ora da lui, ora da lei. La collezione pian piano si struttura anche lasciando spazio all’outwear, come i capospalla in stampa vichy rosa, o nel denim, vero e proprio main core dell’heritage del brand, indossati con micro shorts stile culotte, collant al polpaccio, e le iconiche jelly shoes nei colori pop come il rosso e l’azzurro.
I riferimenti agli anni ’80, decennio fortunatissimo per Fiorucci, si ritrovano nei leggings satinati nelle tonalità sature come il rosso e il blu elettrico, ma anche nelle stampe pop su cravatte ironiche, che ritroviamo anche su abiti stretching lunghi fino alle caviglie. Coperte indossate come cappotti e sperimentazione nei capi effetto “capelli”, un trend che abbiamo visto spopolare anche nelle passate collezioni Fall/Winter, e che Francesca Murri declina qui in top dalle spalline iper strutturate e in maxi skirt. Nota di merito anche al casting, variegato ma coerente, soprattutto per l’hairstyling e il make-up, che tra boccoli arruffati e labbra effetto “ciliegia” ha voluto rendere omaggio agli angeli icona del brand.
Che sia solo l’inizio di una nuova “Fiorucci-Era”?
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