Fiori nei capelli: oggi come ieri, il significato oltre l’immagine

Cosa c’è di più delicato e femminile di un fiore? È con i fiori che da sempre il mondo ha scelto di comunicare il linguaggio dell’amore, e la loro presenza è inevitabilmente complice di bellezza, e non semplicemente nella contemplazione di un bel giardino o come complementi d’arredo in una casa. I fiori sono stati i primi elementi di “hairstyling”, sin da tempi non sospetti, quando non esistevano forcine, elastici in raso e cerchietti.

Possiamo andare indietro addirittura nell’Antica Grecia, Roma e Egitto; le donne amavano adornare i loro capelli con fiori freschi che sbocciavano nei loro giardini privati. Ora come oggi, le persone hanno sempre cercato di apparire più belle, e il fiore era l’elemento che meglio rispondeva a queste esigenze. Ma non solo; pare che infatti l’usanza di indossare fiori fosse strettamente legata al paganesimo. Nelle festività pagane dedicate alle divinità, danzare e festeggiare indossando fiori era considerato naturale e propizio; gli antichi romani avevano addirittura una dea, Flora, che omaggiavano con una festa chiamata “Floralia”. Nell’antica Grecia erano le rose i fiori prediletti come alleati di bellezza, mentre in Cina i fiori d’arancio erano considerati propizi per le spose durante i matrimoni.

Ma proprio la connessione al paganesimo, fece entrare in disuso l’usanza di indossare i fiori con l’avvento e l’affermazione del cristianesimo. I fiori, improvvisamente, vennero considerati immorali. La rinascita avviene con il Rinascimento, e i dipinti degli artisti più importanti del tempo dimostrano bene quanto i fiori fossero considerati un ornamento imprescindibile per le nobildonne. Nel dipinto di Lorenzo Lotto del 1525 “Venere e Cupido” e “Venere e il giocatore di liuto” di Tiziano del 1565 circa, le ghirlande di fiori sono usate come emblemi di fertilità e amore.

Nell’epoca Vittoriana, i fiori vennero insigniti di tutta una serie di significati, tant’è che il detto “dillo con un fiore” diventa di uso comune proprio in questo periodo storico, con una terminologia vera e propria, “la florigrafia”. Ed ecco che gli amanti, o tutti coloro che non potevano esprimere a voce quel che desideravano, inviano fiori alla controparte per esprimere i sentimenti più disparati. Gli amanti si sono scambiati le margherite invece di ti amo; i basilico, un simbolo di odio, sono stati inviati ai nemici; e i piselli dolci sono stati usati come segno di ringraziamento.

Agli inizi del ‘900, durante il pieno della moda edwardiana, le ragazze amavano indossare i fiori nei sontuosi cappelli già ornati con piume, velette e dalle falde larghissime. Il fiore, diventa nuovamente sinonimo di vanità, e il perfetto alleato di una moda appariscente. Una leziosità smorzata dalle due guerre mondiali, quando i fiori vennero abbandonati per lasciare spazio a ben più pratici foulard dove proteggere i capelli.

Dobbiamo ritornare agli anni ’60 degli hippy per ritrovare i fiori nell’hairstyling di qualsiasi ragazza cool che si rispetti. I fiori qui diventano siano decorativi ma anche simbolici, in quanto rappresentano concretamente la filosofia del “Peace&Love”. A festival come Woodstock, la gente indossa ghirlande e corone fiorite, e non è un caso che ancora oggi il cosiddetto “festival look” preveda l’utilizzo di questi elementi per far rivivere l’allure di quel periodo.

Ad oggi non si indossano più i fiori per le stesse ragioni degli hippy o dei vittoriani. Alcuni paesi, tuttavia, hanno mantenuto viva la tradizione per onorare la loro eredità. Le isole polienesiane, come Tahiti, continuano ad accogliere i visitatori con corone di fiori, mentre le ghirlande di gelsomino rimangono un punto fermo nei matrimoni dell’India meridionale. Attraverso questi atti semplici ma sacri, questi popoli si riconnettono con i loro antenati, trovando un senso di appartenenza nelle profondità delle loro culture.

E la moda? Sandy Liang ha realizzato dei desideratissimi fermacoda che ripropongono le fattezze di una rosa, ma in raso. Diciamo che oggi è molto più difficile indossare fiori freschi nei propri capelli, ed è molto più probabile reinterpretare il floreale attraverso altri materiali. Tuttavia, l’iconografia legata al fiore come elemento di bellezza, è variegata e decisamente ispirante, ancora oggi. Da Frida Kahlo, a Elizabeth Taylor, che durante le sue seconde nozze con Richard Burton scelse di sfoggiare una lunga treccia con fiori incastonati, fino a Lana Del Rey, che sin dagli esordi della sua carriera ha utilizzato la corona di fiori come simbolo di femminilità poetica e struggente, ma anche ribellione hippy, tutti abbiamo desiderato di indossare almeno una volta un fiore sulla nostra testa.

Quindi, oltre ad andare dal parrucchiere, ogni tanto è bene fare un salto dal nostro fioraio di fiducia.

[📷 YouTube Lana Del Rey]

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