C’è qualcosa di magico in un semplice fiocco per capelli. Non è solo un nastro: è un dettaglio che può trasformare un look, evocare ricordi, raccontare storie. Lo abbiamo visto lo scorso giugno 2024, al concerto di Lana Del Rey a Milano, dove i fiocchi erano il vero filo conduttore tra le fan: grandi, piccoli, bianchi, neri, colorati, usati in modi creativi e originali. Che fossero intrecciati tra trecce elaborate, legati a metà di capelli sciolti o a fermare code alte e basse, erano ovunque. Un simbolo semplice ma potente, che Lana stessa ha reso iconico, come dimostra la cover del suo celebre album “Did You Know That There’s a Tunnel Under Ocean Blvd”.


Eppure, i fiocchi per capelli sono molto più di un accessorio civettuolo: portano con sé un’estetica nostalgica, romantica e raffinata, ma anche una storia affascinante e piena di significati, che va ben oltre la loro apparente semplicità. Simbolo di una femminilità sofisticata e talvolta infantile, il fiocco per capelli sembra a prima vista un accessorio grazioso e innocuo, ma la sua storia e il suo significato sono sorprendentemente complessi. La dottoressa Fiona Andreallo, ricercatrice in culture digitali, ha esplorato il significato del gros-grain in un articolo pubblicato dall’Università di Sydney. Se oggi il fiocco evoca dolcezza e grazia, in passato ha avuto connotazioni molto diverse.
Se vi dicessimo che erano un accessorio destinato al guardaroba maschile? Sì, nel Settecento, in Europa, i fiocchi per capelli erano un simbolo di status per gli uomini adulti. Adornare i capelli con fiocchi significava esibire ricchezza e stravaganza, un modo per sottolineare la propria prosperità. Le donne, al contrario, preferivano ornamenti più grandi e gioielli vistosi. Bisognerà aspettare la Rivoluzione francese per assistere a un cambio di tendenza: la stravaganza nell’abbigliamento e nelle acconciature passa di moda, e i fiocchi per capelli scompaiono quasi del tutto fino al XIX secolo, quando il loro utilizzo si ridimensiona ulteriormente. Solo nel XX secolo, poco prima della Seconda Guerra Mondiale, i fiocchi tornano a essere popolari, stavolta associati alla femminilità.
Oggi il fiocco per capelli richiama ideali di innocenza e grazia, ma non è sempre stato così. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il celebre poster propagandistico “We Can Do It!” raffigurava una donna con un foulard annodato nei capelli. In quel contesto, il fiocco assumeva un significato pratico e simbolico: tenere i capelli lontani dal viso durante il lavoro e, al tempo stesso, celebrare la forza e l’abilità femminile.
Negli anni ’80, icone come Madonna e Boy George ridefinirono il significato del fiocco, utilizzandolo per sfidare i limiti sociali delle rappresentazioni di genere. Madonna rivoluzionò il mondo della musica e della moda: fu lei la prima a mettere in discussione gli stereotipi legati all’innocenza e alla purezza, utilizzando il fiocco in modo volutamente provocatorio. Con esso mescolava la femminilità tradizionale con una sensualità audace. Boy George, invece, lo adottò per esprimere una femminilità personale, sfidando la concezione che il fiocco fosse esclusivo del corpo femminile.
Oggi il fiocco per capelli è tornato sotto i riflettori, indossato da celebrità come Hailey Bieber e Sabrina Carpenter, che ne fanno un simbolo di femminilità giocosa e sofisticata. Anche figure più istituzionali, come Kate Middleton, lo utilizzano in versioni classiche e sobrie, mentre attrici come Zendaya e Margot Robbie lo sfoggiano con eleganza sui red carpet. È un accessorio che si fa veicolo di significati in continua evoluzione: dall’innocenza all’empowerment, dal conformismo alla trasgressione. Un racconto della complessità dell’identità femminile e non solo, che attraverso un semplice nastro dimostra come si possa essere carine e, al tempo stesso, intrise di tutta quella profondità difficile da spiegare che caratterizza l’animo umano.
[📸 IPA; Instagram: chiaraferragni, haileybieber]