La decisione di molti brand, produttori e fornitori di servizi di uscire dal mercato russo a seguito dell’invasione dell’Ucraina non sembra destinata a finire tanto presto o, almeno, fino a che sarà in atto l’offensiva dell’esercito di Putin ai danni degli stessi ucraini. Un Paese ormai in ginocchio e un altro che, nel breve periodo, rimarrà completamente isolato in termini sia economici che di alleati.
Ad aggiungersi al già molto lungo elenco di marchi che hanno deciso di non voler avere più nulla a che fare con la Russia, oggi si è aggiunta anche Ferrari. «Continuiamo a monitorare da vicino la situazione nel rispetto di tutte le regole, regolamenti e sanzioni» ha dichiarato in una nota la Casa di Maranello, pur scegliendo di interrompere la produzione di auto per il mercato russo fino a nuovo ordine, decisione arrivata in concomitanza con l’iniziativa del “cavallino” di donare un milione di euro sempre ai cittadini ucraini. «Ferrari è vicina alla popolazione ucraina in questo terribile momento storico. Mentre speriamo in un rapido ritorno al dialogo e in una soluzione pacifica, non possiamo rimanere inermi di fronte alle sofferenze dei civili colpiti. A loro vanno i nostri pensieri e la nostra solidarietà» ha aggiunto Benedetto Vigna, Ceo di Ferrari.
Dall’altra parte c’è anche chi, come Uniqlo, ha scelto invece di mantenere i propri negozi aperti nel Paese, in quanto «I vestiti sono una delle necessità della vita. Anche il popolo russo ha diritto di vivere, proprio come noi».
Al momento, secondo gli ultimi aggiornamenti, le sanzioni più dure sembrerebbero arrivare dal presidente americano Joe Biden, il quale, dopo consultazioni con gli alleati europei, ha annunciato lo stop alle importazioni di petrolio e gas russi, dichiarando: «Un rublo ora vale meno di un penny, un centesimo di dollaro americano».