Fedez e la mancanza di rispetto della privacy: quando un passo indietro è necessario

Partiamo da un punto: Fedez sta meglio. E questa è sicuramente la cosa più importante. Ma c’è un aspetto che anche stavolta non ci è andato giù di tutta questa vicenda: la mancanza di rispetto della privacy in un momento delicato e personale. Fedez è un personaggio pubblico, uno dei più conosciuti, divisivi, amati, lo sappiamo. Ma per l’ennesima volta il circo mediatico – e non solo – che si è attivato attorno a lui, mentre era in un letto di ospedale, è stato dei più beceri.

A nulla serve rinfacciare all’artista di essere il primo a “spettacolarizzare” la sua vita. È una sua scelta, libera, personale, che non intacca gli altri. Che lo potrà rendere sensibile a critiche, sicuramente, ma che non gli toglie credibilità, anzi. Lo ha detto anche oggi al Corriere: «Ho sperimentato che, se sparisco dai social, c’era qualcun altro a intromettersi nella mia vita, a cercare di raccontarla, e persino a cercare di lucrarci. Lei al posto mio cosa farebbe? Preferirebbe che a raccontare la sua vita fosse lei o fossero gli altri?».

E qui escono fuori un po’ di pensieri. Il primo: anche noi raccontiamo e mostriamo ciò che le celeb fanno nelle loro vite. Non siamo ipocriti, ma riteniamo ci sia una linea da non superare in alcune circostanze, come – ad esempio – nella sfera sanitaria. Il secondo: è che non c’è fama o benessere che possa portare in secondo piano un concetto che spiega bene Fedez stesso: «Dietro i personaggi esistono le persone, con le proprie fragilità». Una frase così veritiera che mette in luce anche il coraggio con cui l’artista, più di tutti – gli si deve riconoscere – non ha cercato di essere “il più figo di tutti”, ma ha dimostrato di avere le pal*e di raccontare gioia e dolori del suo vissuto. Un gesto per niente scontato e che, rapportato a ciò che si legge sui social tra auguri e minacce di morte, acquisisce un valore ulteriore. E ci fa affermare senza dubbi, che vorremmo parlare di cento Fedez, piuttosto che dei tanti fenomeni da tastiera che esultano per le disgrazie altrui.

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