“Fashion for Relief” di Naomi Campbell è sotto indagine

“Fashion for Relief”, la charity creata da Naomi Campbell, è sotto indagine da parte della Charity Commission, regolatrice degli enti benefici britannici e che ha il compito di valutare la gestione dell’organizzazione e dei fondi.

«Nonno e mentore d’onore per me, Nelson Mandela è stata la mia ispirazione per lanciare Fashion For Relief. Ha sempre detto di usare la mia voce per parlare delle cose a cui tengo, per parlare e fare qualcosa. Fashion For Relief si dedica a migliorare la vita di coloro che vivono nelle avversità, unendo l’industria della moda come una forza per il bene. Dal 2005, abbiamo sostenuto molte importanti cause umanitarie per assistere coloro che sono stati colpiti e devastati dalla lotta contro l’Ebola. Abbiamo fornito assistenza per disastri come il terremoto di Haiti, l’uragano Katrina, il terremoto in Giappone e il successivo tsunami. Negli ultimi anni abbiamo lavorato a fianco di enti di beneficenza per raccogliere fondi che forniscono cibo salvavita, riparo e cure mediche ai bambini di tutto il mondo, compresi quelli che sono stati colpiti dal conflitto in Siria» scrive Naomi sul sito web della charity, ora sotto inchiesta.

Sembra però che dai bilanci sottoposti alla commissione, evinca che parte dei fondi raccolti siano stati destinati a Bianka Hellmich, una delle fiduciarie che dirige l’organizzazione. L’avvocato avrebbe infatti incassato nel 2019 quasi 77.000 sterline oltre a un rimborso per spostamenti e viaggi pari a circa 16.000 sterline.

In totale sono stati spesi per le proprie fiduciarie 107.000 sterline (2 milioni di euro). Secondo il “Guardian” i dati mostrerebbero dunque che per un totale di 1,7 milioni di sterline raccolti sino al luglio 2019, solo 5.515 sarebbero state devolute alla causa.

L’inchiesta è partita in seguito alla segnalazione del Mayor’s Fund for London, una charity per i giovani di Londra, che non ha ricevuto i versamenti promessi. La charity aveva venduto capi firmati da grandi stilisti, con l’intenzione di raccogliere fondi per il Mayor’s Fund ma all’organizzazione non sembra sia arrivato nulla.

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