Essere Avicii: la storia di Tim Bergling e l’insostenibile pesantezza dell’essere in cima al mondo

Definire il concetto di felicità può sembrare semplice. Ma non se si comprendono gli aspetti soggettivi. Nemmeno di quelli che senza alcun dubbio hanno lasciato una traccia indelebile in un campo. O di chi ha toccato davvero il cielo con un dito. Viene da pensare questo vedendo “Avicii – I’m Tim”, docu Netflix che ripercorre la vita inimitabile e tormentata di un autentico genio della musica elettronica. Un esteta alla continua ricerca della melodia, dote presente in lui fin dalla nascita, nel 1989, a Stoccolma. 

Una vita da 0 a 100, dove lui era il maestro d’orchestra di una sinfonia senza fine. Quella composta da un ragazzo che come strumento musicale aveva il computer, ma che alle note dava del tu. Una dote rara, più importante dei premi, degli stream, dei soldout. «Musica senza tempo. È quello che cerco di fare», dice nel docu in cui lui è la voce narrante, e lo faceva fin da ragazzo, prima di venire scoperto nel 2008 da Arash “Ash” Pournouri, quando “Levels” non esisteva ancora. Fu quel successo nel 2011, con la voce campionata di Etta James, a catapultarlo in cima al mondo. Dai locali piccoli a quelli giganteschi, dalla promessa alle certezza. Un sogno per chiunque.

Ma è proprio lì che può mancare l’aria, quando tutto va a una velocità superiore a ogni aspettativa. Figuriamoci per un ragazzo poco più che ventenne. Perché vista da fuori, una persona ci sembra avere tutto. Ma non conosciamo le sensazioni che la attanagliano, anche se in pubblico vediamo un sorriso. Tim Bergling aveva tutto. Ma più diventava ricco e famoso, più non era felice. Ciò che acquietava la sua ansia e la sua insicurezza era fare musica senza aspettative. Un desiderio che si scontrava con il successo e le aspettative del suo personaggio. Ma lui forse più che Avicii, voleva solo essere Tim. Un ragazzo incredibilmente di talento che non voleva stare al centro dell’attenzione. Che nella sua anima viveva simbioticamente “il giorno” e “la notte”, come due sue celebri canzoni, e che si è ritrovato a chiedere aiuto proprio tramite la sua arte. Ma purtroppo non è stato capito in tempo. 

[📷 IPA; ©️ Netflix; Instagram: avicii 📹 Getty Images; YouTube: avicii]

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