Certe volte, nell’arte, così come nella musica e nel cinema, due anime si incontrano e la loro unione riesce a dar vita a qualcosa di straordinario. Non parliamo di amore nel senso stretto del termine, sebbene l’amore abbia infinite forme per esprimersi, ma di un connubio emotivo dove le due parti si nutrono vicendevolmente, tra talento, ispirazioni, creatività. Di volta in volta, uno diventa soggetto o oggetto dell’altro: è un “usarsi” reciproco e che non ha nulla di sconveniente, anzi, diventa essenziale per tirare fuori il meglio da entrambi, in un atto di generosità eterno dove dare e ricevere non diventano obblighi, ma naturali propensioni del sé, al fine di dare vita a un progetto. Quello tra Emma Stone e Yorgos Lanthimos può essere considerato uno di quegli incontri voluti dal cielo, e il cinema ringrazia, con buona parte degli spettatori estasiati dinanzi lo schermo all’uscita di ogni film, dove lei è protagonista e lui il regista.
Emma Stone è una delle attrici più talentuose del panorama contemporaneo di Hollywood. Del suo talento ce ne eravamo già accorti da tempo, ma è proprio il sodalizio con il regista greco ad averle dato quella spinta finale in più, quel tocco di grazia che l’ha catapultata dal semplice status di star a quello di musa; e la differenza tra le due definizioni è tanto sottile quanto fondamentale. Star si diventa, muse anche, ma per diventarlo bisogna trovare un Pigmalione con cui instaurare una sintonia pressoché perfetta, che possa credere nel tuo talento e trasformarlo in arte assoluta. Lanthimos a sua volta è uno dei registi più discussi del cinema moderno, un artista dalla visione geniale ma controversa, in cui immaginari surreali e talvolta grotteschi riescono a raccontare profonde verità dell’umanità, senza mai scadere nel rituale del quotidiano, ma lasciandosi ispirare da ciò che è ignoto, lontano, strabiliante e anche disturbante. Eppure, i suoi film ci lasciano sempre delle riflessioni profondamente vere, reali, umane appunto. La Stone descrive Lanthimos come il suo “alter ego” artistico, evidenziando come insieme spingano i confini della recitazione con ruoli estremi e complessi. E di prove ne abbiamo avute eccome.
L’attrice e il regista lavorano per la prima volta insieme ne La Favorita, film del 2018. Un titolo per certi versi divinatorio, dato che da lì in poi i due hanno dato vita a un rapporto inarrestabile, e l’attrice è veramente diventata la “favorita” del regista. Nel 2023 hanno deciso di incantare il pubblico con lo straordinario Povere Creature, un capolavoro sontuoso a tinte dark, ma soprattutto capace di fornirci innumerevoli riflessioni sulla condizione del femminile. Emma Stone è straordinaria nei suoi costumi vittoriani e distopici, e il film è un successo di critica e al botteghino. Solo un anno dopo, Lanthimos torna a dirigere l’attrice in Kind of Kindness, una pellicola che – sulla scia di Povere Creature – si suddivide in tre episodi, in cui la Stone regna incontrastata in tutta la sua bravura. Ultima perla del 2025, Bugonia, il film che esplora il declino della specie umana attraverso riferimenti gli alieni e al complottismo. Un film quanto mai contemporaneo per le tematiche trattate, ancora una volta, alla Lanthimos maniera, e quindi con forza evocativa, orrore poetico, sublimazione delle immagini in un mix di pathos, paura ed emozione.
Ma il rapporto tra Emma Stone e Lanthimos è soprattutto quello di un’amicizia sincera, coltivata anche fuori dal set. Sul profilo Instagram del regista ci si può imbattere facilmente in post divertenti, scene di vita privata, quelle in cui una Stone in pigiama prova la parte che reciterà poi sul set. Complici, affiatati, geniali: un sodalizio di cui il cinema aveva bisogno; non possiamo che dire grazie, in attesa del prossimo regalo che ci faranno.
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