Emis Killa, annullato il suo concerto a Ladispoli per Capodanno a causa di una canzone sulla violenza contro le donne

Nelle scorse ore è montata la polemica per quanto riguarda Emis Killa, il rapper inizialmente invitato dal comune di Ladispoli per il concerto di Capodanno insieme a Guè Pequeno. A non passare inosservate sono state le parole utilizzate in un brano in cui parla di violenza sulle donne, che ha scatenato la bufera contro il sindaco della città, Alessandro Grando. La canzone in questione, riportata dal quotidiano “La Repubblica”, è “Tre messaggi in segreteria” del 2016, in cui tra i versi si legge: “Volevo abbassare le armi ora dovrò spararti, non mi dire di calmarmi, è tardi str*nza».

L’articolo del quotidiano ha suscitato ulteriori polemiche, portando anche a una risposta del rapper su Instagram nelle story del suo profilo. Prima ripostando lo screen dell’articolo, scrivendo: “Ma siete seri?”. Poi spiega, sempre rivolgendosi al quotidiano: «Nel rap esiste una cosa chiamata story telling. Significa rappresentare una storia in rima, bella o brutta che sia. Nel caso del pezzo da voi menzionato (ben 7 anni dopo tra l’altro, siete sul pezzo insomma) io interpreto, invento, racconto fatti che purtroppo, per quanto spiacevoli accadono. Nel pezzo non è Emiliano che parla, e non penso nemmeno di dover dare troppe giustificazioni a chi non vuole capire. In un altro story telling molto più recente interpreto Renato Vallanzasca, non so, volete accollarmi qualche anno di galera? Oppure radiamo da tutti i cinema Denzel Washington, visto che in “He Got Game” uccide la moglie. Vi dovete ripigliare». Il pensiero del rapper continua in un’altra storia. «Per farvi un’idea di me a riguardo piuttosto dovreste parlare con le donne che fanno parte della mia vita, dalla mia famiglia alle amiche. Potete cancellare tutti i concerti che volete, bannare i rapper dalle radio, indignarvi in gruppo sui social, non cambierete così la realtà che gente come me ha il coraggio di raccontare, anche quando questo mi torna indietro nel peggiore dei modi. Cercate i colpevoli tra i colpevoli, non tra chi è dalla vostra parte pur avendo un altro modo di affrontare le cose».

A confermare la tesi di Emis Killa, è anche il primo cittadino di Ladispoli, Alessandro Grando, che in un post sulla sua pagina Facebook ha spiegato di aver cancellato l’esibizione di Capodanno. «La mia amministrazione è sempre stata attenta al tema della violenza di genere, sostenendo tutte le iniziative possibili per contrastare questo fenomeno, collaborando con le Forze dell’ordine e supportando le donne vittime di violenza e i minori coinvolti. Comprendo le ragioni di chi ha espresso contrarietà sul contenuto di alcuni testi, ma la nostra intenzione non è mai stata quella di veicolare messaggi sbagliati», spiega il sindaco. «I dubbi in questione derivano da incomprensioni proprio sul testo della canzone “Tre Messaggi in Segreteria”, brano di assoluta denuncia della violenza sulle donne dell’Artista Emis Killa. Lo stesso Emis Killa ha chiarito la sua posizione, ricordando che la canzone è un mettersi dal punto di vista dell’aggressore per raccontare fatti che, purtroppo, accadano nella vita reale – già sette anni fa. Noi vogliamo solo regalare ai nostri giovani la possibilità di assistere gratuitamente, in un clima di festa, ad un grande evento nella propria città». Per questo, dice ancora, «nonostante l’Artista si sia già esibito nella nostra città nel 2022» la scelta è stata quella di annullare l’esibizione «di comune accordo con tutti i soggetti coinvolti, al fine di ristabilire un clima di serenità».

[📸 LiveMedia / IPA]

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