Elon Musk fa sempre parlare di sé. L’uomo più ricco del mondo ha di recente acquistato il 9,2% di azioni del suo social preferito, Twitter, prima di rinunciare al posto offertogli nel cda della società. Una mossa che ha fatto storcere il naso a un azionista del social network, che ha deciso di citare in giudizio il Ceo di Tesla per non aver comunicato tempestivamente l’acquisto da lui finalizzato, influenzando i prezzi delle azioni. Il motivo sta dietro le leggi commerciali federali che impongono agli investitori di comunicare, in caso di superamento di una partecipazione del 5% in una società, la Securities and Exchange Commission (SEC) entro 10 giorni.
La mancata comunicazione dell’acquisto delle quote
Non è la prima volta che il magnate sudafricano entra in conflitto con le leggi federali statunitensi. Negli anni Musk è finito più volte nel mirino dell’ente regolatore per le sue azioni non sempre ritenute corrette dal SEC. In questo caso, al founder di Space X viene imputato un guadagno illegale dovuto alla mancata comunicazione. Musk, infatti, ha acquisito le sue azioni il 14 marzo non rendendo pubblica tale operazione fino al 4 aprile. In questo periodo non è stato in grado di acquistare azioni aggiuntive a un prezzo deflazionato, una mossa che quindi potrebbe avergli fruttato illegalmente a Musk di 156 milioni di dollari. Oltre a danneggiare gli altri investitori.
Causa per class action
La causa è stata intentata martedì in un tribunale federale di New York, chiedendo lo status di class action per conto degli investitori che, vendendo le azioni prima dell’annuncio di Musk, hanno perso i guadagni che avrebbero realizzato.