Elon Musk con Starlink dal 2026 connetterà oltre 170 milioni di persone in Africa

Elon Musk e Starlink non vogliono fermarsi. La costellazione satellitare più avanzata al mondo, che sfrutta l’orbita terrestre a bassa quota per offrire una connettività a banda larga, ideata dall’imprenditore, continua il suo percorso per connettere il mondo digitalmente. Una sfida ambiziosa per cui ⁠presto si apriranno nuovi orizzonti. È stata infatti annunciata la nuova partnership strategica di Starlink con Airtel Africa per implementare il servizio satellitare Direct-to-Cell in 14 Paesi africani. Una collaborazione importantissima, perché permetterà a oltre 170 milioni di utenti di usufruire della tecnologia all’avanguardia della costellazione satellitare, che così facendo si estenderà su un sesto continente, contribuendo a eliminare le zone prive di connessione nelle aree remote.

Parola d’ordine: inclusione digitale. Ma anche ridurre le disuguaglianze sul territorio. Il progetto Starlink infatti favorirà, dal 2026 anche in Africa, l’accesso a educazione, sanità, opportunità economiche e servizi essenziali, con l’obiettivo di combattere la povertà e l’isolamento di aree remote dove le infrastrutture tradizionali sono assenti o costose. «Starlink sta fornendo connettività Internet a scuole e ospedali in Africa che prima non avevano nulla o una connettività molto costosa e scadente», commenta Elon Musk, impegnato in prima linea nel portare l’accesso a Internet in regioni storicamente svantaggiate.

Come riferisce Starlink, il servizio Direct-to-Cell, inizialmente, consentirà comunicazioni vocali, video e messaggistica su smartphone, senza la necessità di apparecchiature aggiuntive. In una fase successiva, il servizio sarà ⁠potenziato con l’obiettivo di raggiungere una connettività broadband fino a 20 volte più veloce. Un passo importante verso una copertura di rete globale. La partnership tra Starlink e Airtel Africa sottolinea ancora una volta l’impegno nel facilitare l’accesso alla connettività, affrontando sfide come i prezzi elevati di rivendita e le barriere regolatorie, per garantire un accesso equo e affidabile in luoghi generalmente svantaggiati.

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