Casa. Non stiamo parlando solo del palcoscenico, da tempo terreno naturale per lei, ma di Roma. La sua città, quella di Elodie, che continua con enorme successo il suo “Elodie Show 2025”, arrivando nella Città Eterna, la Capitale. Un posto del cuore che ha ricevuto in due date uniche il calore del suo pubblico. 19 e 20 novembre, antipasti dello show prodotto da Vivo Concerti, perché la Capitale sarà anche la meta del gran finale del tour, il 6 dicembre, dopo aver toccato anche Messina, Bari e Torino.
Lo show ormai lo conosciamo, ma ogni volta è una scoperta. A forte impronta internazionale, c’è tutto il meglio di Elodie condensato in poche ore. Musica allo stato puro, coreografie sensazionali e arti performative che si ispirano agli archetipi femminili dell’album “Mi Ami, Mi Odi”, uscito lo scorso maggio. Un’esperienza totale, sensoriale e performativa. Un racconto visivo e musicale. Che anche questa volta, come durante le due date spettacolari a San Siro e allo Stadio Maradona la scorsa estate, si è suddiviso in quattro atti: Audace, Galattica, Magnetica ed Erotica, proprio come nel suo ultimo disco. In ognuno degli atti c’è spazio per Elodie che, in voice over, interpreta un monologo scritto ad hoc, pensato per introdurre il tema portante di ciò che sta per accadere sul palco.

Un palco formato da un main stage, sormontato da un importante ledwall al centro del quale è posizionata una “stanza” che si scopre in alcuni momenti dello show, all’interno della quale prendono vita alcune coreografie, oltre a due vasche d’acqua utilizzate dai ballerini durante le coreografie. E da uno stage B, al centro del quale sono collocate più pedane mobili che sono utilizzate come parte integrante delle coreografie, realizzate dagli undici elementi del corpo di ballo, ai quali si aggiungono i tre elementi della band e due coriste. Oltre, ovviamente, a Elodie, protagonista assoluta del viaggio dentro il suo repertorio, che si apre con “Bagno a mezzanotte”, “Black Nirvana” e “Guaranà”, con un mashup di “Hung Up” di Madonna e “I Feel Love” di Donna Summer, che si conclude con “Ok Respira”. Nel primo atto, “Audace”, l’artista romana ha fatto scatenare l’arena con canzoni come “Odio Amore Chimico”, “1 ora” e “Di nuovo”. Fino alle hit “Mi Ami Mi Odi”, “Cuore Nero”, “Anche stasera”, “Yakuza” e “La coda del Diavolo”.
Dall’opening dell’atto “Galattica”, affidato ad Ambrosia, che introduce un’Elodie più riflessiva in un duetto con il suo alter ego, alla performance carica di emozione di “Andromeda”. Il secondo atto trasuda romanticismo con “Vertigine”, “Niente canzoni d’amore” e “Pensare male”, fino a “Feeling”. E ancora la sensualità dell’atto “Erotica”, in cui sul palco si innalza una gabbia che diventa a tutti gli effetti parte di una coreografia sensuale ed erotica, sulle note di “Pop Porno”. Le luci si tingono di rosso, i LED diventano stroboscopici e la performance si carica di tensione. Qui arriva il clubtape “Red Light”, progetto diventato culto per la fanbase dell’artista. L’atto prosegue con “Ascendente”, “Elle”, “Strobo”, “Euphoria”, “Lontano da qui” e infine “A Fari Spenti”.
“Magnetica”, il quarto e ultimo atto, è un inno alla comunità LGBTQ+, all’inclusione e alla gioia. Qui Elodie intona “Tutta Colpa Mia” e “Due”. Con Sypario, protagonista di questo atto, che si esibisce nella “stanza” che sormonta il main stage, e successivamente Elodie insieme alle drag queen presenti intona “Dimenticarsi alle 7”, brano portato al Festival di Sanremo dell’anno scorso, che celebra l’uguaglianza al suono del claim ormai ben noto ai fan e a chi ha partecipato ai suoi live: “Make Equality Great Again”. Fino al gran finale, dedicato ancora alle canzoni diventate cult di Elodie, come “Tribale”, “Ex” e “Pazza Musica”, prima della chiusura sensazionale con “Ciclone” e “Margarita”. Il pubblico romano ha risposto presente a Elodie, godendosi una scaletta collaudata, ma non per questo scontata. Perché di banale, in ciò che Elodie fa, non c’è nulla. Neanche in questo show, che di sicuro l’ha consacrata ulteriormente come performer ai massimi livelli, dopo aver conquistato per la prima volta nella sua carriera gli stadi in estate.