Dimenticarsi alle 7. Oppure svegliarsi alle 7 e ricevere un messaggio da Elodie. In questa settimana sanremese c’è una speciale rubrica che l’artista romana ha inaugurato, quella del messaggio ai suoi fan proprio all’ora citata nella canzone che porta a Sanremo quest’anno. Il giusto modo per iniziare la giornata? Sì, perché l’autoironia e la genuinità di Elodie è contagiosa, anche incontrandola dal vivo. Ci è capitato a Sanremo, in questi giorni frenetici in cui la kermesse avanza vorticosamente verso la fine, dove lei è una delle protagoniste assolute. Con una canzone (e un video come sempre evocativo) che la differenzia, perché fa parte del suo mondo e del suo percorso. Coerente, non snaturato.
La consapevolezza
Percorso che la porterà dritta verso gli stadi, nei prossimi mesi, destinazione paradiso della sua rotta. Quasi da predestinata, dopo canzoni su canzoni diventate tormentoni, che hanno trovato la propria espressione massima dal vivo, nelle numerose date nei palasport, viste da migliaia e migliaia di spettatori. Forse lì è scattato quel click che ha scaturito la sua consapevolezza di volerci rimanere su quel palco: «L’ho sentito, perché sono delle esperienze che per capire se puoi fare o no le devi fare… è come quando qualcuno, faccio un esempio: una persona si sente poco bene, tu capisci se sei una persona che è pronta o che si blocca dalla paura solo quando accade il fatto, quindi ci sono delle cose che le capisci se sei in grado di farle, solo facendole. E quindi io lì non mi sono spaventata, ma mi sono allargata. E mi voglio allargare ancora di più, voglio straripare».
Gli stadi
Sul calendario ci sono due date cerchiate in rosso: l’8 giugno 2025 e il 12 giugno 2025. Quando rispettivamente allo Stadio San Siro a Milano e allo Stadio Maradona a Napoli arriverà il suo “Elodie The Stadium Show”. Come se lo immagina, chiudendo gli occhi? «Ho sentito un botto, tipo un cannone da cui esco fuori. Mi viene in mente un grande show che ho visto da piccola, che mi ha fatto venire voglia di fare questo mestiere e quindi so che devo fare. Sarà un live diviso in quattro blocchi che raccontano quattro donne diverse, sarà un live molto potente, perché adesso sono una donna, quindi so che cosa devo fare. Non vedo l’ora di presentarmi, di divertirmi con le persone che sceglieranno di stare con me, dargli tutto».
Raffaella Carrà e le grandi della musica italiana
Dagli stadi all’Ariston. Un palco a lei caro, che l’ha vista rinascere e spiccare il volo. Regalando canzoni, ma anche momenti divenuti iconici. Come nel 2021 quando come co-conduttrice mise in scena un medley strepitoso, con tanto di omaggio a Raffaella Carrà. Un’icona che con la sua arte, con la sua musica e con il suo corpo ha cambiato la storia del nostro costume, rompendo barriere inimmaginabili. C’è un po’ di lei nell’arte di Elodie? «Penso per tutte le donne, che performano o meno su un palco, ci sia un po’ di Raffaella Carrà, di Loredana Bertè, di Anna Oxa, di Giorgia, di Elisa, di Milva, di Mina, di Ornella Vanoni. Tutte donne che hanno lottato per esistere, quindi credo che questo c’è un po’ in tutti noi, è impossibile, soprattutto chi ama la musica. Ma anche chi non lo sa, chi non si accorge in realtà, sono troppo nazional-popolari. Hanno rotto talmente tanto le barriere che sono in qualche modo un po’ nell’aria».
I duetti dei sogni
Se a Sanremo ha scelto Achille Lauro per la serata dei duetti con un omaggio a Roma, sui brani “A mano a mano” di Riccardo Cocciante e “Folle città” di Loredana Bertè, siamo andati oltre. Sono tante le collaborazioni che Elodie ha messo in scena in questi anni, da Ornella Vanoni a Marco Mengoni e Tiziano Ferro, ma ce n’è una che ancora non ha fatto e che sognerebbe di fare? «Sono talmente tante, vorrei fare anche un po’ un tuffo nel passato, tornare indietro nel tempo, vorrei Madonna, Loredana Bertè, Lady Gaga, Rihanna, che sono però in qualche modo più recenti, ma tante donne. In questo momento sono più affascinata dal mondo femminile». Per questo se avesse dovuto scegliere nel passato avrebbe detto «Etta James, forse Édith Piaf, ma perché volevo conoscerla. Ma anche Billie Holiday, non lo so, ce ne sono tante. Amy Winehouse che in realtà è recente, ma purtroppo non è più con noi».
Vita e palcoscenico
Come sono i grandi artisti nella vita “reale”? In tanti se lo saranno chiesti, anche noi, e spesso c’è una dicotomia. Perché non sempre la sicurezza e alcuni tratti che si vedono sul palcoscenico combaciano con la vita di tutti i giorni. Per Elodie è così? Spoiler: sì. «Certamente sul palco sono molto diversa rispetto a quello che sono nella quotidianità. Sul palco ho una sensazione di serenità che non ho nella vita. Mi sento molto meno donna nella vita per assurdo, cioè sono una molto responsabile, però mi sento un po’ più goffa, che però penso che sia anche bello e liberatorio. La performance tende a dare il massimo di quello che sei, ma non è la verità. Quindi in realtà mi preferisco fuori dal palco, perché sono un po’ più buffa. In cosa nello specifico? Come mi muovo, sgrano tanto gli occhi, sono un po’ un ragnetto. Invece sul palco ho la sensazione di come starci, come occupare, come muovermi, come stare in un vestito, come essere femminile – nell’idea che abbiamo di femminilità -, ovviamente. Invece tutti i giorni sono comunque più buffa, più storta, gesticolo tanto. Sul palco ho più controllo».
Il cinema
Nel suo destino, alla fine, ci è finito pure il cinema, ammaliato dal suo modo di vivere l’arte. Sono tanti i progetti in cui è stata inclusa e in cui sarà inclusa. Ma Elodie vive tutto questo come se fosse un’opportunità per imparare e per divertirsi. «Entrare nella vita degli altri davanti alla cinepresa è un’esperienza proprio totalizzante, potente. Per me è tanto emozionante e importante perché mi rende più empatica, mi dà la possibilità di studiare, di vivere delle emozioni che magari nella vita le avrei represse o non avrei incontrato, quindi questo percorso che sta cominciando nel mondo del cinema mi sta dando la possibilità di crescere tanto».
Ma non c’è solo la carriera, c’è anche l’amore e la vita privata. E a proposito, c’è un contatto di emergenza che Elodie chiama quando ha bisogno, per qualsiasi evenienza? «Eh beh, il mio amore, il mio fidanzato, e la mia famiglia. Quindi per qualsiasi cosa, qualsiasi cosa, dalla cosa più futile, cioè dalla prima cazzata che mi viene in mente alla cosa più importante, io chiamo Andrea (Iannone, ndr)». Anche per mandarvi i meme? «Ci mandiamo tanti meme, sì, sì (ride, ndr)».