È successo il 28 maggio del 2016 e sui registri dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) non ve ne è traccia. Il caso del volo EasyJet Milano-Olbia atterrato «con modalità contrarie alle regole di sicurezza» è stato portato alla luce oggi, 21 ottobre, dal quotidiano “Corriere della Sera” dopo la sentenza della Corte di Cassazione che condanna il comandante dell’aereo a favore della compagnia che lo ha licenziato.
Secondo quanto riportato, infatti, sarebbero stati diversi gli errori – e sottovalutazioni – commessi durante la fase di atterraggio in Costa Smeralda dal comandante dell’aereo licenziato «per ragioni disciplinari, rappresentate dal mancato rispetto delle procedure aziendali di sicurezza in occasione dell’atterraggio». Secondo quanto riportato, ai comandi ci sarebbe stato il primo ufficiale sotto la supervisione del comandante che avrebbe preso decisioni sbagliate e dimostrato, insieme al collega, «di non avere il controllo esatto dell’aeroplano», dopo diverse manovre di sicurezza eseguite diversamente dalle procedure. I giudici della Corte di Cassazione hanno quindi concordato, dopo 7 anni, con il licenziamento del comandante da parte della compagnia aerea.
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