Quante volte vi siete chiesti «Se mi lasciassi con il/la mi* compagn*, a chi andrebbero i nostri animali?» in Spagna sembrano aver trovato la risposta. Una legge approvata il 5 gennaio dal governo di Pedro Sánchez, infatti, ha stabilito che il proprietario dell’animale deve garantirne il benessere, poichè questi non è più un oggetto con un proprietario ma, bensì, un essere senziente. Nei casi di divorzio, quindi – come già avviene in Francia e in Portogallo -, i giudici dovranno valutarne il benessere, secondo una riforma del codice civile che farà aumentare gli affidamenti congiunti di cani e gatti.
In passato è già stato dimostrato infatti che, le battaglie legate alla custodia sugli animali, potevano portare a scontri con esiti traumatici quasi paragonabili ai casi per la custodia dei figli. Fino a questo momento i giudici assegnavano la custodia dell’animale a chi lo aveva registrato in origine, senza considerare i legami affettivi né le necessità familiari dei singoli. Ad oggi, sembra tutto pronto perché vengano determinate nuove condizioni per l’affidamento di un animale domestico, in quanto si sostiene che questi «sono parte della famiglia, e quando c’è una separazione il loro destino va regolato come quello degli altri membri». La norma recentemente approvata in Spagna stabilisce infatti che il proprietario ha l’obbligo di garantire il benessere del proprio animale e che, se un membro della coppia ha avuto problemi di maltrattamenti, ne perderà automaticamente la custodia. Al giudice spetterà quindi il compito di stabilite con chi l’animale potrebbe vivere meglio, prendendo in considerazione la situazione finanziaria migliore o chi ha già ottenuto la custodia di eventuali figli.