Dupe: un fenomeno negativo che minaccia il valore del lusso autentico?

Se fai parte della Gen-Z, probabilmente ti sei già imbattuto più volte nel termine “dupe”. È ancora meno probabile che tu non l’abbia sentito pronunciare da un coetaneo. Ma cosa significa realmente “dupe”? Distinto dai falsi, il termine “dupe” indica un inganno, un duplicato di un design originale, venduto a un prezzo molto inferiore, senza tuttavia appropriarsi del nome del brand creatore, come accade con i falsi. Ma, è veramente un bene? Tutt’altro. A dispetto delle opinioni di alcuni esperti citati su Bof, che suggeriscono ai grandi nomi del lusso di abbracciare questa tendenza, il fenomeno dei dupe è un’aberrazione, frutto di una cultura consumistica che privilegia la quantità alla qualità: perché accontentarsi di un solo prodotto originale quando posso possederne cento copie?

Questa mentalità è prevalente nella Gen-Z, che ha contribuito a normalizzare il consumo di “dupe”. Il vero boom di questa pratica è iniziato nel mondo del beauty su YouTube nel 2010, dove l’intenzione spesso era di far passare i prodotti contraffatti come autentici. Con la diffusione delle piattaforme di condivisione video, la fascinazione per i falsi è cresciuta a tal punto che per molti giovani l’acquisto di questi prodotti è diventato essenziale. Anche chi potrebbe permettersi l’originale ora opta per queste imitazioni a buon mercato, degradando così il proprio senso di stile e autenticità.

Anche i Millennial si sono uniti a questa tendenza, con quasi un terzo degli adulti americani che ammettono di aver intenzionalmente acquistato un duplicato di un prodotto di lusso. In Gran Bretagna, l’11% dei consumatori compra un “dupe” regolarmente: molti lo fanno per risparmiare, ma il 17% dichiara che, pur potendo permettersi l’originale, i duplicati rappresentano una valida alternativa.

In un’epoca in cui non si fa che parlare di sostenibilità, di cui le generazioni più giovani si fanno portavoce in prima persona, è strano pensare quanto siano proprio queste ultime ad avvallare il mercato secondario dei duplicati. Esistono, infatti, oggi, numerosissime alternative per far fronte al mercato del lusso e ai suoi prezzi da capogiro, come le innumerevoli piattaforme che consentono l’acquisto di prodotti di seconda mano a prezzi più accessibili. Duplicare non rappresenta una soluzione, ma una scorciatoia che, a ben vedere, è tutt’altro che un’alternativa ammissibile.

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