Il termine “dupe”, che letteralmente significa “inganno”, si riferisce a un fenomeno diffuso e problematico, specialmente tra i giovanissimi. Indica un duplicato di un design venduto a un prezzo molto inferiore rispetto all’originale. A differenza dei falsi, i dupe non si appropriano del nome del brand creatore, ma offrono un’alternativa che ricorda l’originale, trascurando la qualità e lo studio creativo del prodotto autentico. Questo fenomeno, frutto di una cultura consumistica che privilegia la quantità alla qualità, ha cambiato il modo in cui molti consumatori affrontano lo shopping e percepiscono il valore dei prodotti. Tuttavia, le origini ingannevoli dei dupe minacciano valori fondamentali come la creatività, costringendo molti brand, grandi e piccoli, a fronteggiare questa sfida.
Evangeline Titilas, co-founder di With Jéan – un brand australiano amato da celeb come Hailey Bieber e Dua Lipa – ha discusso il tema con “Business of Fashion”. Ha spiegato: «Dopo aver lanciato una collezione, il pensiero è: ‘Quanto tempo abbiamo prima che tutti inizino a lanciare i dupe?’ (…) È davvero scoraggiante. Ci sono giornate in cui ci chiediamo: ‘Qual è il punto?’». Cassey Ho, founder del brand sportswear Popflex, la cui “Pirouette Skort” è diventata virale e oggetto di numerosi dupe dopo essere stata indossata da Taylor Swift, ha rivelato al portale di dover “combattere” contro circa 70 inserzioni di dupe al mese. Ha spiegato: «Se ti prendi un rischio su qualcosa, lo metti sul mercato e diventa un successo… [i dupers, ndr.] se ne approprieranno». Anche Sami Lorking-Tanner, co-founder di With Jéan, ha condiviso la sua visione sul tema: «Non è qualcosa riguardo cui la gente pensa due volte in questi tempi. Tutti dicono: ‘Chi se ne frega, è un dupe, perché dovrei comprare l’originale per $149 quando posso averlo per $15?’».