Dries Van Noten: la collezione F/W 2026-27 celebra la profonda serietà della leggerezza

La sfilata Dries Van Noten per l’autunno-inverno 2026, presentata a Parigi, indaga il tema della transizione: quel passaggio sottile, carico di possibilità ed energia, che coincide con l’uscita di casa. È l’istante silenzioso e pieno di potenziale in cui ci si separa dal proprio nucleo originario per affacciarsi al mondo, portando con sé pochi oggetti essenziali ed intimi. Il titolo, When Dawn Breaks, evoca l’alba come promessa e slancio: l’entusiasmo trattenuto di un inizio che prende forma, in quella che secondo me è la perfetta sintesi di una leggerezza adulta, lucida, profondamente cosciente di ciò che rappresenta.

Questa collezione menswear segna la seconda prova di Julian Klausner come Direttore Creativo della Maison dopo la nomina del dicembre 2024 dopo il ritiro del fondatore. Membro di lunga data del team creativo, guida oggi sia le collezioni femminili sia quelle maschili, fondendo l’eredità del brand con una visione fresca e contemporanea. L’estetica di questa collezione si costruisce attraverso un dialogo raffinato tra proporzioni e texture, orchestrato con incredibile passione. In passerella si alternano maglierie oversize e capispalla strutturati, maglioni argyle di memoria classica, Fair Isle eccentriche e stampe floreali sfocate, componendo l’immagine di un guardaroba ereditato, estratto da un baule di famiglia e reinterpretato con sguardo contemporaneo.

Colori e decorazioni convivono all’interno di una struttura precisa, fatta di equilibri, tagli misurati e una portabilità sempre presente. Patchwork di stampe e texture si giustappongono con naturalezza; la palette cromatica si muove tra blu e grigi profondi, attraversati da accenti pastello e improvvise incursioni di colori caldi: arancio, rosa, viola, rosso intenso. Stratificazioni e accostamenti creano tensioni sottili: pattern delicati ma intensi al tempo stesso, come minuscoli fiori dai colori brillanti su camicie di seta fluida. Presenti ovviamente i leitmotiv di Dries, come la stampa rettile, qui ridotta a sottilissime cinture che interrompono cappotti importanti. Il knitwear riafferma il suo ruolo centrale, portando con sé un sentimento di casa e protezione: maglierie ricamate, a trama grossa e colorata, che giocano in contrasto e profondità.

Gli accessori raccontano una storia di movimento e appartenenza: borse che ricordano sacchi da bucato, cappelli patchwork dal sapore errante, elementi che parlano di viaggiatori in partenza. Piccoli charm portafortuna sono fissati ai capi come tracce di memoria personale, segni discreti di una storia individuale che continua a viaggiare. Apparizioni deliziose e fugaci, decorative e profondamente eleganti sono sciarpe con fili di raso a cascata, o spille che drappeggiano il petto.

Nel complesso, la collezione esprime un’estetica di autenticità profonda: un’ informalità colta, attraversata da entusiasmo genuino e da un calore sincero verso ciò che verrà. Qui, per me, emerge con forza l’idea sacrosanta del vestirsi come gesto essenziale e profondamente serio: non è un travestimento o un esercizio di stile compiaciuto, ma atto di reinvenzione autentica, un esporsi al mondo con un’identità spogliata, sincera. È un momento di onestà assoluta, per me quasi sacrale. Dries Van Noten rimane un maestro esattamente per questo, per una ragione semplice e rarissima: sa tradurre la leggerezza. E la leggerezza, quando è vera, è una delle qualità più difficili da costruire. Non è vezzosa, non è ludica (pensiamo per esempio a Dior), non è spavalda, non indulge in un’allegria facile o superficiale. Al contrario, possiede una gravità silenziosa, una serietà quasi rituale.

Qui risiede, da sempre, la vera maestria di Dries Van Noten come brand: una leggerezza presa estremamente sul serio. Guardando la sfilata, il sentimento dominante è stato un entusiasmo autentico, un’energia frizzante ma composta, fatta di autentica apertura al futuro. Questo è Dries: decorativo, colorato, squisito nelle finiture, ma sempre misurato e consapevole. Mai frivolo, mai ridondante. Un brand – e un direttore creativo, chapeau a Julian – che affronta la moda con profondo rispetto, riconoscendone la passione e, insieme, la necessaria leggerezza.


[📷Instagram: driesvannoten]

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