Sarà forse per il ritorno prepotente dei film (e delle serie TV) in costume, sarà perché ognuno di noi ha una parte interiore che ha sempre sognato di vestirsi come un principe o una principessa, o ancora per l’inestimabile valore storico che questi abiti rappresentano. Qualunque sia la ragione, tutti questi elementi saranno presenti nella nuova e attesissima mostra “Dress Codes”, che sarà ospitata nelle opulente sale di Kensington Palace a partire da domani, 13 marzo 2025, fino al 30 novembre 2025.
Una vera e propria esposizione di tesori, alcuni dei quali mai visti prima, che esplorerà i codici e le convenzioni dell’abbigliamento reale, mettendo in luce il potente impatto della moda nella storia e nell’evoluzione della società. Tra i punti salienti della mostra troveremo pezzi iconici indossati da figure storiche come una giovane regina Elisabetta II, Lady Diana, Dame Vivienne Westwood, la principessa Margaret e la Regina Vittoria.
I codici di abbigliamento, che spazieranno tra tesori riconoscibili e altri visti raramente, provengono dalla Royal Ceremonial Dress Collection una raccolta straordinaria di oltre 10.000 oggetti che coprono un arco temporale di 500 anni. Curata da Historic Royal Palaces, questa collezione permetterà al pubblico di ricostruire una linea temporale fondamentale della moda, che comprende non solo la vita a corte, ma anche le tradizioni cerimoniali britanniche e le storie di alcuni dei personaggi storici più influenti.
Tra gli splendidi articoli della Royal Ceremonial Dress Collection in mostra, spicca un abito di corte giapponese estremamente raro, risalente all’inizio del XX secolo, e un abito di corte Reville degli anni ’20, mai visto prima, indossato a Buckingham Palace. Accanto a questi esempi spettacolari di abbigliamento reale e di corte, la mostra include anche una nuova partnership con gruppi di giovani locali, tra i 14 e i 17 anni, che esploreranno come i codici di abbigliamento possano essere reinterpretati nel contesto contemporaneo. Questo progetto, oltre a coinvolgere le nuove generazioni nella riflessione sul tema, apre la strada a un futuro in cui giovani talenti possono contribuire attivamente ai settori dell’arte e della moda.
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