Dott. Mauro Mario Mariani: il menù allo specchio della “backwards eating diet”

Incappando in un’intervista che sottolineava quanto, ancora all’età di 37 anni, sia determinante il calciatore polacco Robert Lewandowski – attaccante del Barcellona e della sua nazionale – mi è capitato di leggere che il goleador ex Bayern Monaco seguirebbe su consiglio della moglie nutrizionista una “backwards eating diet”. Questa metodologia consisterebbe nel mangiare, ad ogni pasto, prima la frutta e via così fino ad arrivare alla portata principale.

Di questo particolare modo di nutrirsi e di tutti i suoi benefici, ci ha parlato il Dott. Mauro Mario Mariani, medico, angiologo, che da anni lo insegna nelle Università e in tv nei programmi Rai, ma anche nelle scuole elementari di Ascoli Piceno, il suo “menù allo specchio”.

«Sono un angiologo» racconta il Dottor Mariani nel presentarsi, «”angos” dal greco significa vaso, sono il medico che studia i tubi del corpo umano, arterie, vene e vasi linfatici. Sono specializzato in malattie vascolari. E come mai un angiologo è qui a parlarvi di alimentazione? Perché durante un viaggio negli Stati Uniti, a New York, nel 1995 ho conosciuto quella che sarebbe diventata la mia maestra, Serafina Corsello, medico e neuropsichiatra che mi ha introdotto al mondo della medicina funzionale. Cos’è la medicina funzionale? È qualcosa che studia non l’effetto, ma la causa di un problema. È una medicina preventiva, ecco perché nasce poi la battuta più venduta del dottor Mariani, l’angiologo che diventa “mangiologo”».

«Per me l’alimentazione è fondamentale» prosegue il dottore, da sempre dedito alla prevenzione per «guarire e non più curarsi». E se la sua attività professionale è dedicata all’utilizzo della corretta dieta Mediterranea come prevenzione e terapia, il suo metodo “4D” – nato già nel 1998 – si declina in un modo che fa capire perfettamente il suo approccio: disintossicare, depurare, drenare e dimagrire.

«Io sono un “disintossicologo”» afferma entusiasta, parlando innanzitutto del suo percorso di sei settimane che propone da sempre: «parto da uno scarico, da uno sblocco, da un vero e proprio reset dell’organismo. Dopo procedo con uno svezzamento per poi insegnare le due C che diventano tre, le due C stanno per “cronologia e combinazione”, e le tre C per mangiare “come Cristo comanda”».

Infatti, a detta del Dottor Mariani – che ricopre anche ruoli di professore universitario, consulente nutrizionista per Autogrill e consulente nutrizionista in Rai – «il cibo cura, riequilibra, sostiene e rafforza, se scelto e combinato nel modo giusto». «Ricordo che fu un vero atto di fede negli anni ‘90, sposare la teoria dello stress ossidativo, ovvero l’idea che fosse l’ossidazione a determinare l’evoluzione della malattia».

«Ossido-riduzione è infatti il principio biochimico che è alla base di tutti gli esseri viventi. Nel mio primo libro “il Tao dell’Alimentazione” parlo di Tao Nero, ovvero tutto ciò che ci fa male, la nostra zavorra corporea, e di Tao Bianco, tutto ciò che garantisce benessere. Se noi riuscissimo ogni giorno a fare almeno il 51% di Tao Bianco, cioè cose buone e giuste, cancelleremo il Tao Nero, e anticiperemo tutte quelle condizioni che poi ci possono portare alla malattia. Come? Riducendo le ossidazioni, appunto».

«Ecco allora che entrano in esercizio tutti i miei presidi riguardo come comportarsi, come quello di mangiare sette volte al giorno, colazione e poi due spuntini tra colazione e pranzo e due spuntini tra pranzo e cena con frutta fresca e secca, poche decine di grammi. Il giusto, al posto giusto, al momento giusto. Fornire – definizione proposta e ideata da me – una cascata antiossidante trasversale: dare al corpo in più appuntamenti nel corso della giornata dalla vitamina C a tutte le indispensabili vitamine e minerali. Così facendo, si rende tutto più fruibile».

«Questo va in controtendenza con un mondo fatto di proposte di digiuni e di intermittenze varie. La nostra fisiologia richiede infatti continuamente di fare dei “pit stop”, altrimenti si rischia di creare condizioni di carenze e mancanze. Le lunghe attese tra un pasto e un altro, per la mia esperienza, sono qualcosa di dannoso e pericoloso a livello metabolico».

La dieta mediterranea alla base del suo metodo, ci spiega, è fatta di 5 elementi principali: verdura, frutta, cereali integrali, olio extravergine di oliva e legumi. Ecco che, partendo da questi elementi, viene fuori il “piatto unico bilanciato di Harvard” composto per metà da verdura, per un quarto da proteine animali o vegetali e per un quarto da carboidrati complessi.

Tornando al suo menù allo specchio, il Dottor Mariani ci racconta che, esattamente come nel racconto di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, lo specchio ribalta l’ordine di tutto. Infatti, spiega che «gli antiossidanti di quella bella insalata mista che ti prepari e ci metti anche frutti di bosco, mandorle, noci, olive verdi, rendendola bella nutraceutica, se la mangi dopo un cibo complesso come può essere un piatto di riso o del pollo, tutti gli antiossidanti vengono bruciati, perché elaborazione e digestione generano acidificazione nel corpo, ogni volta che si mangia un cibo complesso». Inoltre, «iniziare sempre il pasto con un’insalata o con dei vegetali crudi consente di dare immediatamente una sensazione di sazietà, di garantire l’azione degli enzimi contenuti nei vegetali che favoriscono la digestione e di creare un “tappeto verde” che va a inibire il seguente arrivo di macro-molecole in eccesso, ma soprattutto di far arrivare completamente a destinazione il potenziale antiossidante, cosa che verrebbe vanificata se l’insalata venisse mangiata dopo».

Il cibo semplice è infatti rappresentato da frutta e verdura che non hanno bisogno di troppe elaborazioni, a differenza dei cibi complessi. La nutraceutica, invece, è rappresentata da quegli elementi naturali presenti negli alimenti, come ad esempio i legumi che uniti ai cereali fanno la miglior combo a livello nutrizionale.

«Il profilo nutraceutico è quello del cibo che nutre e fa bene» afferma in conclusione il Dottor Mariani, il quale ci ricorda come «Nulla è proibito nella giusta quantità, qualità e frequenza».

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