Bufera social per Donatella Rettore per alcune dichiarazioni di dubbio gusto rilasciate durante l’intervist a “Belve” con Francesca Fagnani. «Io rivendico la possibilità di usare anche certi termini perché se no veramente… ci facciamo già della censura» e ha aggiunto «Nero e fr*cio non mi sembrano insulti. Dipende il modo in cui uno dice t*oia o nero. Se tu dici brutto nero è un conto, se dici il negetto è un’altra cosa. Dipende dall’intenzione che gli dai, tutto sta nell’intenzione. Cambiare parole mi sembra un escamotage». Queste le dichiarazioni che hanno fatto infuriare il web.
La conduttrice ha aperto l’argomento facendo un passo indietro nella carriera della Rettore: «Lei negli anni ‘80 ha cantato “Gaio”. Effettivamente è considerata un’icona gay». Così Donatella ha risposto: «Per quello che si intende la parola “gay” io sono gay. Sono multicolor, sono arcobaleno».
Proseguendo, la Fagnani ha ricordato alla cantante alcune sue parole pronunciate nel 2009 in una trasmissione televisiva «Io piaccio ai gay e non piaccio alle che**e. Piaccio a quelli che oltre essere gay sono uomini mentre Raffaella Carra e Patty Pravo sono icone delle che**e vintage». «Oggi la imbarazzano queste parole?» le ha domandato la conduttrice.
Da qui le affermazioni della Rettore: «Non sono imbarazzata. Per me esistono i gay ed esistono le che**e. Esistono i gay che sanno di avere le pale e ci sono gli isterici che parlano male, si strappano i capelli, fanno i pettegolezzi e quelli non li voglio proprio neanche sulla soglia di casa». La conduttrice – che ritiene questa divisione non sia “accettabile” – ha incalzato riportando altre affermazioni pronunciate da Donatella in un’altra intervista: «C’è una limitazione della libertà eccessiva. Si mettono dei limiti a cose che sono state ampiamente superate. Ad esempio il fatto che non si possano dire parole come frio o t*oia. Dal politicamente corretto al bigottismo, il passo è breve». La Rettore ha ribadito che ritiene il politicamente corretto “una cosa perversa e un po’ oscurantista”.