Una sospensione di 90 giorni, dopo una settimana d’inferno e a meno di un giorno dall’entrata in vigore. Donald Trump fa marcia indietro riguardo ai famigerati dazi nei confronti dei Paesi stranieri e fa tornare il sorriso alle Borse mondiali. Con un post pubblicato sul suo social network Truth, il presidente degli Stati Uniti nella giornata di ieri, mercoledì 9 aprile 2025, ha annunciato: «Dato che oltre 75 Paesi hanno convocato rappresentanti degli Stati Uniti (…) per negoziare una soluzione alle questioni in discussione relative a commercio, barriere commerciali, tariffe doganali, manipolazione valutaria e tariffe non monetarie, e che questi Paesi, su mio forte suggerimento, non hanno in alcun modo reagito contro gli Stati Uniti, autorizzo una pausa di 90 giorni e una tariffa doganale reciproca sostanzialmente ridotta del 10% durante questo periodo, anch’essa con effetto immediato».
Una scelta che però non riguarda la Cina, al centro di un duello commerciale nelle ultime ore più acceso che mai. Dopo l’aumento con i superdazi al 104% verso Pechino, Trump ieri ha aumentato un’altra volta l’imposta fino al 125% sui beni importati dalla Cina. A sua volta Pechino ha annunciato dei controdazi all’84% sull’export americano. Un tira e molla che preoccupa comunque i mercati, per via delle minacce USA-Cina, ma che tra ieri e oggi hanno beneficiato della sospensione imposta da Trump. Come riportato dal Sole 24 Ore, nella giornata di mercoledì, l’indice Dow Jones ha guadagnato il 7,87%, l’S&P 500 il 9,51% e il Nasdaq Composite il 12,16%. Numeri da record, dopo giorni di rosso profondo, un po’ come per le borse europee. Come riportato da ANSA, gli indici hanno raggiunto questa mattina in apertura picchi mai visti dai tempi del COVID, con Francoforte su del 7,5%, Milano del 7%, Parigi del 6,2% e Londra del 4,7%. Tuttavia questi dati incoraggianti, segno della volontà dei mercati di un accordo tra USA e resto del mondo, non sono ancora un segnale definitivo. Gli esperti gridano alla prudenza, vista la volatilità dei mercati negli ultimi giorni e il continuo mutare dello scenario politico ed economico.
Trump intanto sembra aver abbassato i toni, accogliendo la possibilità di accordi con ogni singolo Stato, volenteroso di non entrare “in guerra commerciale” con gli USA. Perfino con la Cina, profondamente colpita nelle ultime ore, il cui presidente, ha detto Trump, rimane un suo amico, e con cui presto si sentirà al telefono. Ma da Pechino dicono di non accettare minacce o pressioni, pur rimanendo aperti al dialogo con gli Stati Uniti.
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