Una giornata scioccante, triste, difficile. Donald Trump è apparso scuro in volto ieri, sia mentre usciva dalla Trump Tower di New York, sia mentre entrava in Tribunale, sia mentre era seduto sui banchi. Il suo solito saluto, scarico di entusiasmo. Forse perché iniziava a capire la gravità dei 34 capi d’accusa resi pubblici ieri, forse perché troppo amareggiato per tutto il polverone giudiziario. Nessuna dichiarazione né prima, né dopo. Se non mentre si dirigeva verso il Tribunale, con un post sul suo social Truth. Si è dichiarato scioccato, non poteva credere di essere arrestato. Che c’è stato, per poi essere rilasciato senza restrizioni.
Solo nella notte italiana, sera americana, Trump si è concesso un piccolo comizio elettorale in cui si è sfogato, con i suoi soliti toni, davanti ai suoi sostenitori. «Non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse accadere in America. Non avrei mai pensato che potesse accadere. L’unico crimine che ho commesso è difendere senza paura la nostra nazione da coloro che cercano di distruggerla», ha detto. Non colpevole. È quello che ha dichiarato Trump. Nella serata storica di ieri, la prima che vedeva un ex presidente degli Stati Uniti imputato con accuse penali, sono usciti poi i dettagli dei 34 capi d’accusa. Cospirazione, ad esempio. Trump avrebbe premeditato il reato pagando non una, ma due donne – oltre Stormy Daniels, anche all’ex modella di Playboy Karen McDougal -, persino un ex portiere della Trump Tower, con un pagamento di $ 30.000 per acquistare i diritti su una storia falsa su un figlio nato fuori dal matrimonio.
Trump voleva insabbiare tutto per non distruggere la sua reputazione in vista dell’elezioni che l’hanno visto vincitore nel 2016 contro Hillary Clinton. Nel suo discorso, dalla sua residenza, Trump ha anche menzionato le elezioni presidenziali del 2020, di nuovo, truccate secondo lui, ma anche l’attuale presidente degli Stati Uniti Joe Biden e ha affermato inoltre: «Il nostro Paese sta andando all’inferno. Il mondo sta già ridendo di noi per tante altre ragioni». Prossima tappa il 4 dicembre, con la prossima udienza, in vista del processo che dovrebbe iniziare nel 2024.