Dolce&Gabbana: Roma ritorna sulla scena internazionale con la mostra “Dal Cuore alle Mani” e l’Alta Moda

C’è stato un tempo in cui Roma era ‘la città’. E no, non facciamo solo riferimento ai fasti dell’Impero Romano o allo splendore delle corti rinascimentali, ma a un periodo storico molto più recente, in cui la capitale italiana non era solo considerata la città più bella del mondo ma anche una fucina inarrestabile di idee, creatività, tendenze e un polo irresistibile per il jet-set internazionale.

Chiudiamo gli occhi e lasciamoci trasportare nella Via Veneto degli anni ‘60: Cinecittà, dopo Hollywood, è probabilmente considerato il centro più importante per le produzioni cinematografiche internazionali. Tra le viette romantiche costellate da bar e ristoranti, non è difficile imbattersi in Federico Fellini e nelle muse dei suoi film, nella magnificenza cruda e autentica di Anna Magnani, quella “mamma Roma” che della romanità ne ha fatto un tratto distintivo, così come nell’eleganza ironica di Monica Vitti. E che dire di quel placido sornione di Marcello Mastroianni, con le sue belle passeggiate sul lungo Tevere, perso tra sogno e realtà, che ripercorre la splendida decadenza di una città che è al tempo stesso madre e musa, come il protagonista da lui interpretato ne “La Dolce Vita”.

E se Richard Burton e Liz Taylor sfuggono ai flash dei paparazzi proprio nella città dove è nata la loro passione proibita, sempre all’ombra del Colosseo, nelle notti infinite con un cielo “pezzato di stelle”, dei giovanissimi Renato Zero e Loredana Bertè si godono gli albori del loro folle talento, magari uscendo dal Piper Club, dove una giovanissima Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, si è appena esibita sul palco seducendo il pubblico con la sua allure di ribellione. Negli stessi anni, un giovane stilista che di nome fa Valentino Garavani, proprio a Roma mette le radici di quello che è considerato uno degli ultimi grandi imperi che la moda abbia conosciuto. Il suo quartier generale, Palazzo Gabrielli-Mignanelli, a pochi passi dalla scalinata di Trinità dei Monti, è un via vai di signore dell’alta società capitolina, che fanno a gara per poter farsi vestire da lui. Ma ai tempi, quel che accadeva a Roma, faceva eco, rapidamente, in tutto il mondo, ed ecco che da Valentino arrivano Jackie Kennedy e l’alta nobiltà internazionale, principesse e attrici hollywoodiane. Roma è a tutti gli effetti considerata la città dell’Alta Moda italiana, dove spiccano nomi come Roberto Capucci, uno dei primi “designer/architetti”, le sorelle Fontana, che confezionarono il “Pretino dress” per la diva Ava Gardner, ⁠Maria Antonelli, la prima a fare una linea sportswear nei primi anni sessanta, Simonetta Visconti, The Glamorous Countess adorata dagli americani, Carosa e Gabriella di Robilant, Renato Balestra, Rocco Barocco, Fausto Sarli.

Poi, con la definitiva affermazione di Milano e del prêt-à-porter, Roma comincia a perdere pian piano la propria risonanza mediatica nel panorama della moda e dell’arte internazionale. L’alta moda si sposta completamente a Parigi che, al pari di Roma, è bellissima e immensa, ma a differenza della capitale italiana ha saputo portare avanti, anche nella contemporaneità, una qualità della vita che è decisamente internazionale, cosmopolita, efficiente. Roma al contrario, è restata negli anni immobile nella sua fulgida e commovente bellezza, quasi come un soprammobile prezioso ma forse troppo delicato per essere davvero utilizzato. Nonostante sia un museo a cielo aperto, anche l’arte contemporanea predilige Milano a Roma, considerata più appetibile e strategica anche per un pubblico internazionale. E sebbene ogni volta che ci si ritorni, non si può fare a meno di esclamare “quanto sei bella Roma”, questo susseguirsi di complimenti rimane spesso fine a se stesso: si rimane estasiati davanti a tanta magnificenza ma con un velo di malinconia. Sospirando, ci si riempie il cuore di Roma ma con la consapevolezza che ci siano delle crepe insanabili, in cui il passato glorioso rivive in ogni angolo ma senza trovare delle rispondenze reali nel presente.

Un approccio di rassegnazione che, forse, ha bisogno di cambiare rotta: la capitale italiana ha bisogno di riconquistare un suo posto speciale nella scena internazionale, perché tanta bellezza sprecata sarebbe un vero peccato. Ma sospirare e rimembrare il bel tempo che fu serve a poco; serve agire, rimescolarsi con il terreno ancora fertile di una capitale meravigliosa ma abbandonata a se stessa, come un’anziana signora ingioiellata che però ha ancora tanto da dire, da raccontare, da condividere, con il mondo intero.

Dolce&Gabbana ha sempre fatto dell’italianità il punto forte del proprio heritage e cosa c’è di più “italiano” di Roma? Il marchio ha intelligentemente scelto la capitale come prossima meta delle proprie collezioni Alta Moda, che negli anni precedenti abbiamo visto presentate in diverse regioni d’Italia, come un vero e proprio Grand Tour alla scoperta delle bellezze locali. Ma Roma, Roma è unica e ha bisogno di recuperare la sua posizione di risonanza e le attività previste in collaborazione con il brand di Domenico Dolce e Stefano Gabbana contribuiranno non poco a renderla “Capitale del mondo”, ancora per una volta che, si spera, non sia l’ultima ma solo l’inizio di una lunga serie.

Se le collezioni couture di Dolce&Gabbana sfileranno a Roma nella prima metà di luglio 2025, ad anticipare questo ritrovato fermento ci penserà l’applaudita retrospettiva «Dal cuore alle mani», che prenderà vita negli spazi di Palazzo delle esposizioni, dal 13 maggio fino al 13 agosto 2025. «Ho conosciuto la location grazie all’assessore Alessandro Onorato, che ha sposato la nostra causa», ha dichiarato a MFF Domenico Dolce, ospite gli scorsi giorni ai talk della prima edizione di «Forma – prospettive di moda, arte e creatività», festival delle accademie di moda della città, tenutosi nella Nuvola di Fuksas e promosso da Roma capitale, Assessorato alla moda, turismo, sport e grandi eventi e dalla Regione Lazio con l’Assessorato allo sviluppo economico, commercio, artigianato, industria, internazionalizzazione. «L’ho trovato un posto meraviglioso per portare a Roma la nostra mostra di alto artigianato».

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma è il più grande spazio espositivo e culturale della capitale. Progettato da Pio Piacentini per rispondere alle esigenze di un moderno spazio espositivo, dal 1883, anno della sua fondazione, ospita mostra, rassegne, incontri e contribuisce a generare e divulgare cultura. “Dolce&Gabbana: Dal cuore alle mani” verrà prodotta ancora una volta da IMG e sarà come sempre curata da Florence Müller.

Presentata in anteprima a Palazzo Reale di Milano lo scorso aprile 2024, la mostra si è poi spostata al Grand Palais di Parigi, dove è stata accolta con il medesimo entusiasmo: un vero e proprio viaggio alla scoperta delle radici di un marchio iconico, che ripercorre la magistrale cura artigianale, la devozione intensa verso visioni identificative e ispirazioni piene di fascino, che vanno dal teatro a film come il Gattopardo, dal folklore siciliano al contrasto sempre affascinante tra sacro e profano. Un immaginario variegato e ben definito che, forse più che in altre città del mondo, può trovare in Roma il suo corrispettivo urbanistico ideale. Arte, autenticità, bellezza struggente, storia, Roma è tutto questo e Dolce&Gabbana lo sa bene. Per l’occasione, una nuova sala si aggiungerà al percorso espositivo che, intitolata «Anatomia sartoriale», fornirà un approfondimento sul dietro le quinte della creazione del marchio, svelandone gli interni degli abiti.

Dopo la tappa romana, l’esibizione prenderà il volo oltreoceano, dato che è attesissima negli Stati Uniti. Per il momento non possiamo che goderci l’approdo romano e, dopo tanto tempo, poter finalmente esclamare con sicurezza “Bentornata Roma, ci eri mancata”.

[📷 dolcegabbana.com] 

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