A seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, e delle sanzioni da parte dei governi di tutto il mondo, anche Warner Bros., Disney e Sony hanno deciso di prendere una dura posizione nei confronti della cinematografia russa. I colossi, in particolare, hanno sospeso l’uscita dei loro film nei cinema russi, impedendo alla popolazione di assistere alla proiezione di pellicole come “The Batman”, “Turning Red” e “Morbius”.
«Alla luce della crisi umanitaria in Ucraina, WarnerMedia ha sospeso l’uscita del suo film “The Batman” in Russia», ha affermato un portavoce del blockbuster – il cui film doveva essere rilasciato il prossimo venerdì 4 marzo -, aggiungendo che lavorerà con le sue organizzazioni non governative per fornire “aiuti urgenti e altra assistenza umanitaria ai rifugiati”.
«Data l’azione militare in corso in Ucraina e la conseguente incertezza e la crisi umanitaria che si sta verificando in quella regione, sospenderemo le nostre previste uscite nelle sale in Russia» ha dichiarato invece Sony alla BBC, aggiungendo: «I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutti coloro che sono stati colpiti e speriamo che questa crisi si risolva rapidamente». Netflix, invece, ha annunciato che non rispetterà le nuove regole russe per la trasmissione dei canali sostenuti dallo stato, poiché: «Data la situazione attuale, non abbiamo in programma di aggiungere questi canali al nostro servizio».
Sono molte le compagnie che, negli ultimi giorni, stanno cercando di prendere le distanze dalla Russia, sia quelle afferenti al mondo del petrolio come Shell, sia le piattaforme tecnologiche come Twitter e Facebook che, più di tutti, si sono mobilitate per limitare la presenza di informazioni sui notiziari sostenuti dallo stato russo sulle loro piattaforme.