Disney assorbe Marvel Entertainment e licenzia il ceo Isaac Perlmutter  

La crisi senza fine ha coinvolto anche la Disney. Il colosso dell’intrattenimento ha infatti negli ultimi giorni annunciato l’opera di razionalizzazione dei costi, con conseguente modifica dell’assetto organizzativo, che ha causato il licenziamento di 7.000 dipendenti. Numeri grandi che, però, hanno coinvolto anche vittime illustrissime nel settore. Tra questi c’è Isaac Perlmutter, 80 anni, che, secondo quanto riferito dal New York Times, è stato informato per telefono mercoledì che la Marvel Entertainment, la piccola divisione incentrata sui prodotti di consumo e gestita separatamente dai Marvel Studios, che presiedeva, sarebbe stata accorpata in unità aziendali della Disney più grandi. Ad averlo riferito al quotidiano sarebbero stati due dirigenti Disney informati sul questione, che chiaramente sono rimasti anonimi.

Non un semplice dirigente. Perlmutter nel 2009 aveva venduto la Marvel alla Disney per 4 miliardi di dollari. Alla radice dell’allontanamento di quest’ultimo ci sarebbero acredini passate. Il quotidiano americano lo descrive come un dirigente irascibile e implacabile, visto come una distrazione all’interno della Disney per più di un decennio. Soprattutto recentemente quando ha spinto l’amico, l’investitore Nelson Peltz, a unirsi al consiglio di amministrazione della Disney, tentando di scalare la società. Questa situazione lo fece entrare in uno scontro diretto con Bob Iger, ceo di Disney, con cui già non correva buon sangue. Nel 2015 infatti gli sfilò il controllo diretto di Marvel, lasciandogli solo la divisione dei prodotti e dei fumetti.

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