Secondo l’ultimo rapporto della SIAE, lo scorso anno gli spettatori che hanno frequentato sale da ballo e discoteche sono aumentati del 15%: siamo ancora lontani dai livelli pre-pandemia e dai numeri degli anni d’oro del settore, ma la crescita a doppia cifra è un segnale positivo. Probabilmente serviranno ancora alcuni anni per recuperare completamente il pubblico perso, a causa di fattori come le conseguenze del Covid, il calo demografico e l’affermarsi di nuovi stili di vita. Come il fenomeno dell’early night, ovvero la tendenza a dormire presto, sempre più diffuso tra la Gen Z, che ancora una volta si distingue nettamente dai Millennials più attratti da un tipo di edonismo che forse oggi si sta dissolvendo.
E forse, e qui azzardiamo, questo cambiamento potrebbe essere anche legato alla scomparsa di molti luoghi che quel mondo lo rappresentavano. Milano, la capitale indiscussa della moda, del design e della movida, conserva ancora il fascino di essere una città che non dorme mai. Ma chiunque abbia vissuto gli anni ’80, ’90 e i primi 2000 ricorderà con nostalgia quelle serate dorate ma soprattutto “strobosferiche”, che ospitavano star internazionali, e che oggi sembrano quasi un miraggio irripetibile. Non si tratta solo di luoghi, ma di atmosfere che hanno definito intere epoche, di spazi dove tutto era possibile, dove lo scintillio, l’estetica e la seduzione si mescolavano alla trasgressione e dove l’essenza contava decisamente di più dell’apparenza.
Oggi il clubbing sopravvive, ma ha assunto forme diverse, meno legate agli eccessi e più adattate ai ritmi di una società in continua evoluzione. Ciò che resta, però, è il desiderio di divertirsi, di ritrovarsi, di vivere notti che sappiano ancora raccontare storie. Milano continua a essere il palcoscenico di tutto questo, anche se, forse, con un po’ meno di quella magia strobosferica che caratterizzava i decenni passati. Alcune discoteche storiche hanno chiuso definitivamente le saracinesche, mentre altre continuano a vivere, come il Plastic e l’Hollywood, regalando ancora emozioni.
[📸 IPA; oldfashion.it]