In un clima generale di cambiamenti inaspettati per il fashion system, tra nomine di nuovi direttori creativi e addii che non si pensava di poter mai vedere realizzati nel breve termine, ci si chiede quale beneficio ne trarranno i marchi, dal punto di vista economico. Anche perché, senza girarci troppo intorno, dopo gli anni difficili appena trascorsi, l’obiettivo
Stando a quanto riportato da MF Fashion, per gli analisti e le quotazioni in borsa non sarebbe il singolo individuo, in questo caso il direttore creativo, a determinare l’andamento di un titolo azionario. A fare la differenza è il suo impatto sul brand, sul suo andamento finanziario e sul posizionamento nel mercato fashion & luxury , questi sono fattori che possono giocare un ruolo importante per le quotazioni di una società nel medio-lungo termine. «Il ruolo e l’importanza del direttore creativo dipendono molto dal brand e quindi la risposta varia a seconda del marchio», ha dichiarato Flavio Cereda, investment manager luxury brands di Gam.
La nomina di Dario Vitale alla direzione creativa di Versace come successore di Donatella Versace non ha avuto un impatto immediato sul titolo Capri Holdings, che a Wall Street è rimasto stabile viaggiando attorno alla parità per le prime ore della seduta di ieri, 13 marzo 2025, prima di mettere a segno un’accelerata di oltre 7 punti percentuali. Ma ora, i riflettori sono tutti puntati su Kering, dopo la nomina, annunciata sempre ieri 13 marzo, di Demna Gvasalia alla guida stilistica di Gucci. Il gruppo di François-Henri Pinault ha tenuto gli investitori con il fiato sospeso nel corso dell’ultimo anno, in particolare per il calo di vendite di Gucci, che ha registrato un crollo del 40% del valore.
«Nel caso di Gucci, tenendo conto delle particolari condizioni in cui si trova il marchio al momento, la notizia può avere un impatto diverso a seconda delle mansioni affidate al nuovo arrivo», prosegue Cereda. In generale, a fare la differenza e impattare su un titolo è il fatto che una nomina venga vista come quella di un numero uno del settore con un forte track record piuttosto che di una promessa, con magari alto potenziale, ma un rischio percepito più alto. «Credo che la scelta del nuovo direttore creativo di Gucci sarà importante e apprezzata dalla borsa. Dopo il passo falso con Sabato De Sarno, agli investitori interessa vedere se il nuovo arrivato può risollevare le sorti del marchio», ha affermato Luca Solca, senior research analyst global luxury goods di Bernstein.
«Demna è una scelta audace. Potrebbe portare un approccio molto innovativo al brand. Ma mi sembra anche una sfida sotto vari punti di vista». Queste le parole di un altro analista che ha preferito mantenere l’anonimato. Secondo l’esperto, il designer potrebbe infatti rileggere radicalmente l’estetica della maison italiana, da sempre segnata da continui cambiamenti di visione, mescolando provocazione, inclusività e lusso moderno. Tuttavia, il successo potrebbe dipendere dalla sua capacità di bilanciare il suo approccio sperimentale con il rispetto per l’heritage di Gucci. «Sicuramente ha dimostrato di avere l’approccio giusto ad attrarre i consumatori più giovani, d’altro canto il rischio è che una trasformazione troppo drastica allontani la clientela storica», ha concluso.
[📷 IPA]