Per qualcuno è un nome “emergente”, per qualcun altro un talento scalpitante con circa dieci anni di esperienza all’attivo e che è riuscita a imporsi magistralmente nella moda contemporanea delle ultime stagioni. Prendiamo quel concetto stereotipato per cui le donne non debbano far rumore e agire silenziosamente, come figure fondamentali ma silenziose, sottili, evanescenti. Ecco prendiamo questo stigma e capovolgiamolo, perché Dilara Findikoglu il suo spazio lo ha rivendicato a gran voce, con prorompente, dissacrante e maestosa femminilità, unita a un talento che la eleva, di diritto, a naturale erede di figure come Alexander McQueen e Vivienne Westwood.
Anglo-turca, studi alla Central Saint Martins, in lei convivono duplici aspetti legati all’approccio con il corpo femminile, alla matrice religiosa, alla sessualità. Procace e vittoriana, eroina e anarchica, irriverente e mistica, in lei sacro e profano si mescolano, tra stregoneria e influenze della cultura islamica da cui proviene, portando in scena ogni volta un ideale femmineo che non si nasconde, non si censura e soprattutto non ha paura di strabordare, letteralmente, nella magnificenza della propria personalità. Sui red carpet internazionali le star fanno a gara per indossare un suo look e i suoi capi sono richiestissimi.
Questione di hype? Probabilmente il suo nome è tra i più griffati del momento ma non è solo quello. Dilara Findikoglu piace perché, in un momento in cui la moda vive un periodo di profonda crisi, anche identitaria, lei ha saputo urlare a gran voce una visione che è sia coerente che “scioccante”, nella sua connotazione positiva. Nessuna noiosa omologazione ma il desiderio di autoaffermazione che piace a buona parte delle donne contemporanee. I suoi capi rendono sexy ma in chiave punk, un po’ Giovanna D’Arco e un po’ Jessica Rabbit e sempre con minuziosa attenzione ai dettagli: cosa c’è di meglio per una donna di poter esprimere, di questi tempi, la propria carica erotica nel modo più sovversivo possibile? C’è romanticismo, artigianato, e al tempo stesso la sinuosità delle forme viene esaltata al massimo, non come semplice esercizio di provocazione, ma come rivendicazione del proprio potere femmineo, che parte anche da un seno accuratamente valorizzato da corsetti di sopraffina bellezza. Essere donne, essere femmine, come atto di ribellione.
Un concetto che c’è bisogno di ribadire sempre più spesso e che ora trova un nuovo sbocco nella collaborazione con Khy, il brand womenswear di Kylie Jenner. In comune la passione per le silhouette femminili e sensuali, Dilara e Kylie si sono unite insieme per una collaborazione che vedrà il suo lancio ufficiale il prossimo mercoledì 28 maggio 2025. Certamente il marchio della piccola di casa Kardashian/Jenner non può vantare il decorativismo delle collezioni Findikoglu ma, probabilmente, questa collaborazione renderà la maison britannica più accessibile alle numerose fan del brand. Qualche piccola preview abbiamo potuta vederla nei numerosi video e foto pubblicati sui canali social delle due founder dei rispettivi brand, in occasione del party organizzato per la collab. Da Hailey Bieber a Kendall Jenner, da Amelia Gray a Kris Jenner, numerose le star che hanno partecipato all’evento indossando, presumibilmente, i capi della collezione che preannuncia una fusione perfetta tra i due brand.
Questo potrebbe essere il trampolino per la Findikoglu di imporsi anche in un immaginario più commerciale e meno legato all’alta moda. Un connubio che vediamo sempre più spesso quello delle collab tra marchi istituzionali e brand commerciali, come ad esempio la collaborazione di successo che ha visto protagonisti Dolce&Gabbana e Skims. Un modo per poter permettere a clienti di età e disponibilità diverse di poter approcciare a marchi considerati economicamente proibitivi e che per questo si rivela una formula vincente. Lo sarà anche per Dilara Findikoglu e Khy? Staremo a vedere.
[📷instagram: dilarafindikoglu]