Diddy presenta un nuovo ricorso per il rilascio su cauzione in attesa del processo

Arrestato a New York City per presunto traffico sessuale e altri reati nella notte italiana tra il 16 e il 17 settembre 2024, durante le ore successive al rapper Diddy era stata negata la possibilità di uscire di prigione previo pagamento di una cauzione. Nonostante le opzioni per il rilascio del produttore presentate dai suoi legali, infatti, a Diddy era stato imposto di rimanere in custodia federale in attesa del processo. Opponendosi al suo rilascio, dunque, i procuratori in quell’occasione avevano spiegato alla corte che l’artista avrebbe «tentato di manomettere i testimoni» parlando in particolar modo di «un presunto nascondiglio di armi trovato nell’armadio della camera da letto di Combs e il suo accesso a milioni di dollari in conti bancari e contanti che lo rendono a rischio di fuga», motivi per i quali l’artista è ad oggi ancora ufficialmente detenuto.

Nelle ultime ore però, stando a quanto si legge in alcuni nuovi documenti legali depositati dagli avvocati del rapper e ottenuti da “TMZ”, Diddy avrebbe ora tentato di appellarsi all’ordinanza che meno di un mese fa gli negava la cauzione. Il team legale del produttore affermerebbe infatti che «egli non rappresenta alcun rischio di fuga plausibile» si legge, «contrariamente a quanto sostenuto dai procuratori federali». «I suoi avvocati hanno sostenuto che la cauzione di 50 milioni di dollari offerta presenta sufficienti restrizioni per affrontare ogni possibile preoccupazione relativa alla manomissione dei testimoni e al rischio di fuga». Come riportato anche negli scorsi giorni, inoltre, Diddy avrebbe acconsentito a non ricevere alcun tipo di visita femminile al di fuori della sua famiglia durante il periodo di attesa del processo presso la sua villa di Miami.

Questa è la terza richiesta di rilascio avanzata dal team legale del rapper, che continua a negare ogni accusa. La madre di Diddy, Janice Smalls Combs, è invece intervenuta pubblicamente a sostegno del figlio, definendo l’eccessiva esposizione mediatica un “linciaggio pubblico” che rappresenta per lei “un dolore troppo insopportabile per essere spiegato a parole”. «Come ogni essere umano, mio figlio merita di andare in tribunale, di condividere finalmente la sua versione e di dimostrare la sua innocenza» ha dichiarato infatti la donna, straziata per il difficile momento che la sua famiglia sta vivendo.

[📷 BACKGRID / IPA]

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