Se si potesse scegliere un’immagine del profilo per le città, Tresigallo avrebbe sicuramente la foto del suo Urban Center. Sì, perché al suo esterno come insegna c’è una scritta eloquente: “Sogni”. Che son desideri, lo sappiamo, di cui non sappiamo quale sia la materia, ma che sono anche pensieri reconditi, chiusi in un cassetto. In questo caso, quasi simbolicamente, sono chiusi in un edificio, ma solo da pochi anni. Ma c’è da partire con ordine.
Siamo in provincia di Ferrara, a Tresigallo, una località di oltre 4000 anime ricostruita interamente a tavolino su impulso di Edmondo Rossoni, anche ministro dell’Agricoltura del governo fascista, nato proprio lì. La rinascita dagli anni ’30 ha donato a Tresigallo la nomea di “città metafisica”, merito di un impianto urbanistico che voleva trasformare la località in una città industrializzata, seguendo l’architettura razionalista. E a distanza di quasi un secolo, Tresigallo riesce ancora a rappresentare tutto questo.
I suoi edifici presentano geometrie, linee essenziali, oltre a un’armoniosa scelta cromatica di colori. L’idea di Rossoni era proprio quella di creare un modello di società con al centro i propri bisogni essenziali: piazze, scuole, poi il teatro, il campo sportivo e molto altro. Tutto secondo uno stile preciso e ricercato, che ha reso il luogo un museo di architettura a cielo aperto. E che ancora adesso, visitato da molte persone, risulta un luogo magico che non si scalfisce al passare del tempo. E quei “Sogni”, che prima del 2010 erano “Bagni”, stanno a interpretare quelli infranti di una città ri-fondata, che ora è diventata, ai tempi dei social, instagrammabile e da riscoprire.
[📷 Gacro74, robertharding, RealyEasyStar, Alamy / IPA]