Saint Laurent, Giorgio Armani, Prada, Schiaparelli…sono solo alcuni dei marchi che ritroviamo sui red carpet, indossati dalle celeb in occasioni importanti come festival del cinema e premiazioni come gli Oscar. Ogni star, con l’aiuto di uno stylist e di un valido team di esperti d’immagine, seleziona accuratamente una serie di abiti da sfoggiare sul tappeto rosso, ma solo uno sarà il prescelto. Una selezione che prevede la scelta tra i grandi nomi della moda, coinvolti in prima linea per rappresentare una celebrità ma anche per affermare la sempre imprescindibile collaborazione tra fashion, cinema e musica.
Ma, oltre i big name internazionali, c’è spazio anche per i designer emergenti sui red carpet? Purtroppo ancora molto poco. Salvo rare occasioni in cui i brand indipendenti hanno fatto capolino con capi sperimentali, quello degli awards sembra ancora un contesto molto chiuso e rivolto solo alle grandi maison. E se un tempo erano soprattutto gli artisti giovani a indossare i designer emergenti, ora anche le nuove stelle di Hollywood vengono immediatamente inglobate nel sistema dei big brand, scelta probabilmente giustificata dal volersi “elevare” sin da subito tramite l’associazione a un marchio noto.
Ovviamente le eccezioni ci sono, e lo abbiamo visto agli ultimi Grammy, con Lady Gaga che oltre ai look di Valentino e Vivienne Westwood ha indossato anche un custom dress di Samuel Lewis, o Jaden Smith, con l’ormai virale copricapo a forma di castello firmato dal brand Abodi Transylvania. E ancora l’iconica Ayo Edebiri con un abito di Colleen Allen per il 50° anniversario di Saturday Night Live o Emma Stone, solitamente in Louis Vuitton, che ha invece scelto il marchio indipendente britannico Emilia Wickstead agli ultimi Independent Spirit Awards.
Tuttavia, restano eccezioni fin troppo rare, ed è un peccato considerando che i red carpet e gli eventi di questo genere rappresentano un’ottima vetrina per accrescere la riconoscibilità e la popolarità di un brand. Sono dunque gli stylist che, con la smania di puntare sui nomi di punta, scartano le opzioni meno conosciute, o è perché a vincere sono sempre gli accordi commerciali, con i grandi nomi che hanno la possibilità di investire sulle star più famose?
Se per molti designer indipendenti queste scelte sono troppo chiuse e rigide, ve ne sono altri che ne hanno fatto un punto di forza, puntando ad altri contesti. Un esempio? Il brand newyorkese LaQuan Smith, che preferisce essere presente direttamente agli after party piuttosto che sul tappeto rosso. «Gli after party si avvicinano di più alla nostra identità divertente» ha fatto sapere il brand; che sia dunque il momento di boicottare i red carpet e di andare direttamente alle feste?
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