Demi Moore, dalla sfida di conciliare carriera e gravidanza al suo ruolo in Striptease: “Mi ha spinto ad affrontare me stessa”

Demi Moore è stata una delle protagoniste del New Yorker Festival, l’evento organizzato dalla rivista The New Yorker che ogni anno riunisce volti d’eccezione dello star system.

In occasione della serata di sabato 25 ottobre 2025, si è tenuto un talk tra Demi Moore e la giornalista Jia Tolentino, che ha colto l’opportunità per approfondire aspetti della vita dell’attrice attraverso domande mirate. L’incontro, intitolato Oltre l’immagine, prometteva di guardare al di là delle apparenze, scavando nella vita di un’artista che non ha mai nascosto le diverse sfumature della propria emotività.

Benché sia una delle attrici più famose a livello mondiale, più di una volta Demi Moore ha ammesso di essersi sentita inadeguata. Come raccontato in passato, solo poco tempo fa – prima di ottenere la sua rivalsa con The Substance – credeva che la sua carriera fosse ormai finita. Un pensiero che, con il senno di poi, può sembrare paradossale, ma che l’attrice non ha mai nascosto.

In occasione del New Yorker Festival, Demi si è aperta al pubblico, mettendosi completamente a disposizione dei giornalisti. In particolare, nella conversazione con Jia Tolentino ha parlato del suo ruolo in Striptease, uno dei film più iconici in cui è protagonista. Tutti la ricordiamo nei panni di Erin Grant, un’ex segretaria dell’FBI che si reinventa come spogliarellista per sostenere importanti spese legali. Un ruolo che esplora diverse sfumature dell’universo femminile e che Demi ha saputo valorizzare al meglio. «Sento davvero che i ruoli ti scelgono tanto quanto tu scegli loro. C’è un filo che unisce, anche se è inconscio. Penso che i miei tendano a sfidare anche lo status quo», ha detto durante il talk, secondo quanto riportato dal The Mirror.

L’attrice ha poi spiegato quanto alcuni personaggi l’abbiano aiutata anche nella vita reale: calarsi nei panni di un’altra persona, empatizzare con le sue emozioni e sperimentare esperienze di vita diverse aiuta a comprendere meglio se stessi.

Riguardo a Striptease, ha raccontato: «Viene data una certa importanza alla fisicità, e penso che questo sia stato per me uno sforzo per superare alcuni dei miei problemi legati al corpo e al disagio che provavo. In un certo senso, mi ha spinto ad affrontare me stessa e quel disagio. (…) Penso che anche The Substance l’abbia fatto, ma in un modo diverso e in un momento diverso».

Durante l’incontro, Demi ha parlato anche di un altro tema importante: la gravidanza. Un capitolo della sua vita che non l’ha mai fermata, poiché ha continuato a lavorare fino all’ultimo minuto. Quando era incinta di otto mesi di Scout Willis, infatti, Demi si recò sul set per leggere il copione di A Few Good Men – Codice d’onore nella versione italiana – insieme al regista Rob Reiner e Tom Cruise. «Penso che Tom fosse piuttosto in imbarazzo. In realtà, io mi sentivo bene al riguardo. Ma percepivo che per lui la cosa fosse un po’ strana».

L’attrice di The Substance ha poi ammesso che non è stato facile continuare a lavorare mentre affrontava la maternità. Eppure lo ha fatto, anche per dimostrare che non è sempre necessario rinunciare a una parte della propria vita. «Penso di aver messo molta pressione su me stessa per dimostrare che era possibile».

[📷 Instagram: demimoore]

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