David Rivillo: con Mantero Seta la pasta diventa una variazione creativa

Cibo e moda. Un connubio che ora più che mai diventa viscerale e autentico, in un’esplosione dei sensi che parte dalla percezione visiva e arriva alle papille gustative, in un crescendo sensoriale irripetibile. Una sinergia ormai diventata parte della creatività contemporanea e che è stata esplorata con quella maestria tipica del suo DNA da Archivio Mantero, tempio di ricerca e dedizione nonché realtà universalmente riconosciuta come leader nella produzione della seta. Mantero è una realtà storica nonché esemplificazione massima dell’eccellenza italiana, ormai da tempo impiegata in collaborazioni continuative con molte delle più rinomate aziende del lusso internazionale. Il suo archivio è un vero tesoro segreto da custodire e preservare, ma che ha recentemente scelto di aprirsi al mondo inaugurando delle connessioni creative su uno spettro sempre più ampio di protagonisti della contemporaneità: dalla grafica alla musica, è ora il turno del food che diventa mezzo espressivo di uno scambio vivo e fruttuoso dove linguaggi diversi trovano il comune denominatore in una narrazione estasiante.

Variazione, questo il nome del progetto, si propone come un terreno fertile per la contaminazione creativa, un invito aperto a esplorare come discipline diverse possano intrecciarsi, dando vita a nuove idee e prospettive. Un hub di sperimentazione che stimola la curiosità e la ricerca, trasformando l’arte della creatività in un motore di innovazione trasversale. Ieri sera, 12 novembre 2025, è stato presentato a Milano “Variazione 01”, il nuovo capitolo del progetto che rinnova l’intento di Archivio Mantero a un anno dal suo esordio. Protagonista di “Variazione 01”, la pasta, che qui diventa comunicazione visiva oltre che di gusto. “Pasta Confidences”, questo il nome della collab, vede il coinvolgimento dello chef venezuelano David Rivillo, uno dei più grandi esponenti se non il primo in assoluto a essersi cimentato in un processo che potremmo definire di “pasta design”. La pasta di Rivillo è infatti una gioia per gli occhi che è capace di scaldare il palato e il cuore: colori, forme, geometrie per un prodotto la cui lavorazione non prevede alcuna inclusione di materie artificiali ma solo ingredienti di origine naturale di prima qualità. Un processo che è stato ampiamente rispettato anche nella collaborazione con Archivio Mantero, per cui lo chef ha lavorato con dedizione al fine di realizzare un prodotto unico.

Cacao, curcuma, spirulina, barbabietola, paprika, carbone vegetale e altri pigmenti naturali diventano strumenti di un racconto cromatico e materico che rimanda al mondo dei tessuti: pattern, sfumature e texture si trasformano in superfici delicate e complesse, evocando la preziosa ricchezza dell’archivio Mantero. L’ispirazione prende forma nella storica collana Staron & Fils, una delle raccolte più raffinate e tecnicamente elaborate dell’Archivio, con tessuti prodotti tra il 1928 e il 1972 dalla maison francese di Saint-Étienne. Filati metallici, pattern jacquard, effetti moiré e chiné diventano per Rivillo un vocabolario visivo da tradurre in materia commestibile: la pasta si fa così veicolo di memoria, tradizione e sperimentazione. “Pasta Confidences” è un atto poetico di trasposizione, un incontro sensibile tra il mondo del tessile e quello culinario, tra la precisione del laboratorio e la libertà dell’invenzione. Ogni forma realizzata da Rivillo – Chiné Fita Ribbon, Degradé Borboleta Papillon e Silky Foulard Listrinhas – nasce da un processo di contemplazione e manualità, dove il gesto creativo assume la stessa cura e raffinatezza di un tessuto di seta.

Location di questo incontro, il ristorante Sandì di Milano, una realtà relativamente giovane – aperto poco più di un anno fa – ma che è stata in grado di catalizzare immediatamente l’attenzione degli appassionati di cucina, per il suo approccio genuinamente ricercato al cibo, la location intima, raccolta eppure d’effetto, la selezione di vini accurata. Per l’occasione, l’estetica minimalista del ristorante si è lasciata sedurre dai colori intensi di Mantero, con mise en place che hanno rievocato la magia profonda dell’autunno tra frutti di melograno e candele. Durante la degustazione, Rivillo si è aggirato tra i tavoli attirando consensi ovunque: la sua pasta non è solo bella ma è anche buona, anzi buonissima. «Ogni progetto è curato personalmente in base alle esigenze del cliente. In questo caso, ho osservato e studiato attentamente le forme e i colori di Archivio Mantero e ho cercato di trovare la combinazione migliore per riprodurle sulla mia pasta». Una passione, quella per la pasta, avvenuta come un vero e proprio colpo di fulmine quando ha scoperto questo piatto così amato dalla tradizione italiana. «In Italia la gente è abituata a mangiare pasta ogni giorno, ma nel resto del mondo questo non avviene. Con la mia cucina, attingendo ispirazione da ogni cosa che vedo per strada o durante i miei viaggi, vorrei che la pasta diventasse un linguaggio universale che possa comunicare su livelli e clientele diverse». Un processo lungo e complesso, che Rivillo non potrebbe mai replicare su un altro alimento: «Ci ho provato, ma la pasta resta unica per me». E, come dico sempre, è meglio essere degli specialisti in qualcosa e farla benissimo che fare un po’ di tutto ma senza eccellere. E Rivillo eccelle eccome.

[📷Courtesy of Errani Studio / © Virginia Guiotto]

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